Questi 3 arbusti superano il bambù sotto ogni aspetto: crescita record e manutenzione semplice.

Perché il bambù spesso delude in giardino

Il bambù ha conquistato tantissimi giardinieri con la promessa di una siepe zen, rapida da creare e ottima per la privacy. Eppure, qualche anno dopo l'impianto, molti si ritrovano a fare i conti con una realtà ben diversa: rizomi che scivolano sotto le recinzioni, ciuffi che spuntano nel giardino del vicino e un terreno che si impoverisce intorno ai culmi.

Il bambù strisciante sviluppa rizomi capaci di avanzare a grande velocità, talvolta per diversi metri. Per tenerlo sotto controllo, è necessario installare una barriera anti-rizoma interrata a una profondità di circa 70 cm, con un costo che può avvicinarsi ai 100 € al metro lineare. Quando questa barriera manca o viene posata male, i germogli invadono aiuole, prati e terreni vicini, aprendo la porta a veri e propri conflitti tra confinanti. In alcuni comuni, il bambù è persino considerato una pianta potenzialmente invasiva.

La manutenzione è tutt'altro che trascurabile: sorveglianza costante dei giovani germogli da estirpare, potature ripetute per limitare l'altezza e gestione delle canne secche. Alcuni giardinieri notano anche un impoverimento del suolo attorno al cespo, che tollera male la convivenza con altre piante. Tra il tempo investito, le difficoltà tecniche e i possibili rischi legali, in tanti finiscono per voler voltare definitivamente pagina.

I criteri giusti per scegliere arbusti che sostituiscano il bambù

Per detronizzare davvero il bambù, un arbusto da siepe deve combinare tre qualità fondamentali. Prima di tutto, una crescita rapida, sufficiente a raggiungere dai due ai tre metri in pochi anni. Poi deve rimanere sempreverde, garantendo la schermatura anche in inverno, e infine deve avere un apparato radicale non strisciante, che non richieda barriere né lavori impegnativi.

In sintesi, le aspettative dei giardinieri si concentrano su questi punti:

  • una crescita annuale compresa tra 50 e 100 cm, per ottenere rapidamente un efficace schermo visivo;
  • una manutenzione concreta, con al massimo una o due potature all'anno;
  • una buona adattabilità ai suoli e ai climi dei giardini europei, dal gelo alla siccità.

Photinia, Cipresso di Leyland e Lauroceraso: tre arbusti che battono il bambù

Il Photinia 'Red Robin' soddisfa tutti questi requisiti aggiungendo anche un autentico valore ornamentale. Questo arbusto sempreverde regala germogli rosso vivo in primavera, che poi virano a un verde brillante durante l'estate. Raggiunge facilmente i 3 m di altezza con una crescita di circa 50 cm all'anno e sopporta molto bene le potature ripetute.

Non essendo strisciante, rimane perfettamente al suo posto senza bisogno di barriere anti-rizoma. Per formare una siepe densa e compatta, è sufficiente mettere a dimora ogni esemplare a una distanza di 80 cm-1 m dall'altro.

Per uno schermo di grandi dimensioni, il Cipresso di Leyland è il vero campione: la sua crescita può avvicinarsi al metro all'anno e raggiunge rapidamente i 5-6 m di altezza, adattandosi bene a suoli poveri, umidi o esposti al vento. Una o due potature annuali bastano per mantenerlo all'altezza desiderata.

Il Lauroceraso (Prunus laurocerasus) offre invece una siepe compatta, opaca e molto robusta, con circa 60 cm di crescita annuale. Il suo fogliame spesso resiste bene sia al freddo che alla siccità, e richiede soltanto una potatura all'anno. Né il Cipresso di Leyland né il Lauroceraso posseggono radici striscianti, eliminando completamente quel rischio di invasione che è il principale difetto del bambù.

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