Sara Curtis protagonista dell’evento per gli 80 anni della Repubblica Italiana
Nel quadro delle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana, martedì scorso dieci giovani under 35 hanno preso parte a Ne parliamo con il Presidente. La Repubblica che verrà, un incontro speciale con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
I partecipanti hanno sviluppato riflessioni condivise sui possibili scenari dei prossimi ottant’anni, affrontando temi di grande attualità: dalla partecipazione politica alle crisi geopolitiche internazionali, dal cambiamento climatico alle sfide dell’innovazione tecnologica, dell’intelligenza artificiale e della conquista dello Spazio.
La nuotatrice cuneese Sara Curtis tra i giovani invitati
Tra i dieci giovani selezionati per l’occasione figurava anche Sara Curtis, nuotatrice di origini cuneesi, che ha portato la propria voce di sportiva e di italiana al cospetto del Capo dello Stato.
Curtis ha condiviso con emozione il significato profondo del rappresentare il proprio Paese nelle competizioni internazionali, raccontando anche la sua storia personale e familiare.
Le parole di Sara Curtis: sport, identità e integrazione
«Indossare la felpa azzurra ed entrare in piano vasca con la cuffia Italia è un grandissimo onore. Ho la fortuna di avere una mamma nigeriana che rappresenta per me un punto di riferimento straordinario: arrivò in Italia alla mia stessa età, e sono orgogliosissima e fierissima di lei e del percorso che ha compiuto.
Il mondo dei social a volte nasconde volti che preferiscono restare nell’ombra. A chi riceve messaggi frutto dell’ignoranza dico: scegliete lo studio. L’ignoranza si può abbattere, si può cancellare attraverso la razionalità e il pensiero critico. Mi rendo conto di poter essere un punto di riferimento per famiglie come la mia, e voglio trasmettere parole buone e obiettivi concreti. Presidente, si può essere ottimisti riguardo al futuro?»
La risposta del Presidente Mattarella sull’integrazione e sul futuro
Il Presidente Mattarella ha risposto alle parole della nuotatrice con una riflessione lucida e incoraggiante sul tema dell’integrazione nella società italiana contemporanea.
Le parole di Mattarella: fiducia nella solidità dei valori nazionali
«Ci sono giovani nati nel nostro Paese, nelle nostre città, che hanno l’italiano come lingua madre, che parlano e pensano in italiano, che frequentano le nostre scuole e condividono stili di vita italiani nelle letture, nello sport.
So bene che esistono alcuni episodi, alcuni fenomeni di disagio su base etnica, che a volte si manifestano in modo scomposto, talvolta persino con gesti di rifiuto violento. Ma si tratta di fenomeni che appartengono alla patologia della società: sono ben diversi dalla realtà quotidiana e non vanno confusi con essa.
Io sono molto ottimista per il futuro, decisamente ottimista. Lo sono sulla base dell’esperienza vissuta e perché ripongo grande fiducia nella solidità dei nostri valori nazionali.»
Un confronto diretto e toccante, quello tra Sara Curtis e il Presidente Mattarella, che ha messo in luce come lo sport possa diventare un potente strumento di identità collettiva e di dialogo civile, proprio nel momento in cui l’Italia celebra otto decenni di vita repubblicana.












