Rabarbaro: ad aprile, smetti subito di fare questo gesto con il vaso nero, può esaurire le tue piante

Un errore comune che i giardinieri fanno ad aprile

Con l'arrivo di aprile, molti appassionati di giardinaggio osservano i loro ciuffi di rabarbaro pensando che un vaso nero posato sopra possa regalare gambi rosati e tenerissimi per le prime crostate della stagione. Il desiderio è comprensibile, soprattutto dopo un inverno lungo e grigio. Eppure questo riflesso primaverile può rivelarsi molto costoso per la pianta.

Un esperto orticoltore lancia un avvertimento preciso: una volta che la stagione è avviata, la forzatura non rappresenta più una buona strategia. La pianta ha già cambiato il suo ritmo biologico, e quel semplice gesto rischia di indebolirla in modo duraturo. Capire il perché permette di mantenere il proprio rabarbaro rigoglioso per molti anni a venire.

La forzatura del rabarbaro: una tecnica pensata per l'inverno

Forzare il rabarbaro significa coprire il ciuffo con un vaso o una campana opaca per privarlo completamente di luce. I gambi si allungano nel buio, restando sottili, morbidissimi e più dolci, pronti per essere raccolti circa sette o otto settimane dopo la posa del vaso. Questa tecnica si basa interamente sulle riserve energetiche accumulate nella corona, ovvero il grosso rizoma alla base della pianta.

Erik Collado Vidal è categorico sul punto: "Non forzerei il rabarbaro ad aprile. È troppo tardi nella stagione. In quel momento, la pianta sta già producendo la sua crescita naturale." L'esperto spiega ulteriormente: "La forzatura funziona meglio durante il periodo di dormienza invernale, da dicembre a marzo, quando l'energia della pianta è concentrata nella corona e non viene utilizzata per produrre foglie e gambi. Questa energia immagazzinata è ciò che genera quei gambi teneri e dolci durante la forzatura. Non appena compaiono i nuovi germogli dal terreno, la pianta entra nella sua fase di crescita normale, e la forzatura la interrompe bruscamente."

Perché la forzatura ad aprile indebolisce la pianta

Ad aprile, la maggior parte delle piante ha già emesso i primi gambi. In questa fase, le riserve energetiche vengono attivamente impiegate per alimentare foglie e nuovi germogli. Come sottolinea l'esperto: "Ad aprile si rischia di sovraccaricare la pianta proprio mentre sta già distribuendo energia alla crescita. Ho visto giardinieri tentare la forzatura tardi nella stagione, e il risultato è quasi sempre gambi sottili e deboli. Spesso le piante non si riprendono nemmeno bene l'anno successivo."

Con il tempo, la corona si fragilizza progressivamente, i raccolti diminuiscono e la pianta può arrivare a deperire. Per Erik Collado Vidal, il rabarbaro forzato migliore proviene "sempre da corone dormienti, generalmente alla fine dell'inverno." L'unica eccezione riguarda una pianta completamente priva di germogli visibili all'inizio di marzo, con "una corona vigorosa che non è stata forzata l'anno precedente." Ma anche in quel caso è necessaria la massima prudenza. La sua regola è semplice e chiara: "Se compare del verde, lascerei la pianta in pace. Lasciatela crescere naturalmente e pianificate di forzare un'altra corona l'anno prossimo. La forzatura tardiva porta a guadagni a breve termine e a problemi a lungo termine."

Ad aprile meglio curare, piantare e seminare invece di forzare

Anche se il vaso da forzatura deve restare in rimessa, aprile non è certo un mese perso per il giardiniere. È anzi un momento eccellente per prendersi cura di una pianta già installata: sarchiare intorno al ciuffo, aggiungere uno strato generoso di compost maturo senza coprire la corona, irrigare se la primavera si rivela asciutta. È bene limitare la raccolta ai gambi più belli fino all'inizio dell'estate, lasciando alla pianta il tempo di ricostituire le proprie riserve in vista dell'inverno successivo.

Per ampliare l'area coltivata a rabarbaro, la primavera si presta ottimamente alla semina. La Royal Horticultural Society raccomanda di seminare all'aperto a una profondità di 2,5 cm, diradando poi le giovani piantine per mantenerle distanziate di circa 15 cm. I semi possono essere avviati anche in piccoli vasi, per poi essere trapiantati in giardino in autunno o nella primavera successiva. Il primo raccolto non arriverà prima di un anno, ma il sistema radicale diventa davvero solido al secondo anno — condizione ideale per una futura forzatura, naturalmente da effettuare in pieno inverno.

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