Pomodoro ad albero, tamarillo: un fruttifero esotico dalla resa sorprendente
Tra le corsie dei sementi esotici, c'è una pianta che cattura subito l'attenzione: il pomodoro ad albero, con i suoi frutti allungati dai colori vivaci come caramelle, promette un angolo di tropici anche nel giardino di casa. Viene quasi spontaneo immaginare un alberello carico di grappoli rossi in pieno settembre, lì dove di solito crescono rose e pomodori comuni.
Dietro questo nome evocativo si nasconde in realtà Solanum betaceum, conosciuto soprattutto come tamarillo o tamarilla, un fruttifero originario delle Ande appartenente alla grande famiglia delle Solanacee, la stessa di pomodoro, melanzana e peperone. Il suo sapore, descritto come un incrocio tra pomodoro, guava, frutto della passione e kiwi, lo rende un frutto di grande curiosità. Ma rimane una domanda fondamentale: questo piccolo albero può davvero trovare posto in un giardino italiano tradizionale, o persino su un balcone in città?
Nel suo clima d'origine, il pomodoro ad albero cresce come un albero sempreverde alto tra i 3 e i 5 metri, con un tronco legnoso ma radici molto superficiali. Le foglie sono ampie, di un verde tenero, e la pianta porta grappoli di frutti ovali lunghi dai 5 ai 10 cm, nei colori rosso, arancione, giallo o porpora. Ogni esemplare adulto può produrre più di 18 kg di frutti all'anno, anche se la sua longevità rimane piuttosto contenuta, aggirandosi intorno agli otto anni.
I frutti hanno una buccia liscia ma amarognola, che va rimossa prima di consumare la polpa acidula, molto profumata e ricca di piccoli semi. I giardinieri che riescono a coltivarlo con successo lo utilizzano per confetture, chutney, salse e succhi, sia in preparazioni dolci che salate. È importante ricordare che si consumano esclusivamente le bacche ben mature: la buccia, le foglie e i frutti acerbi contengono alcaloidi che è meglio evitare.
Il tuo giardino è adatto alla coltivazione del pomodoro ad albero?
Dal punto di vista climatico, il tamarillo si comporta come un fruttifero subtropicale. Le indicazioni convergono su un punto chiaro: la pianta prospera nelle zone di rusticità 10-12, con temperature ideali comprese tra 15 e 22 °C, almeno otto ore di sole pieno al giorno e un terreno ricco, fresco ma perfettamente drenato. La pianta muore già intorno a -3 °C, il che limita fortemente la coltivazione in piena terra in Italia alle coste mediterranee e ad alcuni settori litoranei particolarmente riparati.
Nella maggior parte delle regioni italiane, la coltivazione in vaso diventa quindi l'unica opzione concreta. Avendo radici superficiali, il pomodoro ad albero tollera male sia la siccità prolungata che i ristagni d'acqua. La specie soffre anche i venti forti, che spezzano facilmente i rami. Un altro elemento decisivo da considerare: occorrono almeno 600 giorni, ovvero circa un anno e mezzo, prima del primo raccolto vero e proprio, e in alcuni casi anche due o tre anni. Senza la possibilità di portare il vaso al riparo dal gelo in inverno, le probabilità di vedere mai i frutti restano molto basse.
Come coltivare con successo il pomodoro ad albero in vaso o in piena terra
Nei climi davvero miti, alcuni giardinieri piantano il tamarillo in piena terra, ai piedi di un muro esposto a sud che faccia da schermo al vento. È essenziale un terreno profondo, ricco di sostanza organica e ben drenato, con un apporto di compost al momento della messa a dimora, in primavera dopo l'ultimo rischio di gelate. Uno strato spesso di pacciamatura aiuta a regolare l'umidità, fondamentale per una pianta con radici così superficiali. Anche nelle zone più calde, il telo di protezione invernale e la copertura del colletto rimangono indispensabili.
Altrove, la soluzione più pratica prevede un grande contenitore da 20 a 40 litri, forato e ben drenato, riempito con un substrato ricco specifico per fruttiferi o agrumi. Il vaso trascorre all'esterno, in pieno sole, da maggio a ottobre, per poi essere trasferito in una veranda o in un locale luminoso e privo di gelo, idealmente tra i 5 e i 10 °C. Si consigliano annaffiature regolari ma senza ristagni e una concimazione ogni due settimane durante la stagione vegetativa. In vaso, l'arbusto raggiunge spesso i 2-4 metri e, una volta adulto, può produrre fino a circa 20 kg di frutti all'anno: un fruttifero impegnativo, ma di grande effetto per i giardinieri pazienti che dispongono di un riparo invernale adeguato.












