Rabarbaro: i 3 gesti che i giardinieri devono fare adesso per un raccolto esplosivo questa estate

Il momento chiave che decide la resa estiva del rabarbaro

Ad aprile, i cespi di rabarbaro spuntano decisi dal terreno, i gambi si allungano e la voglia di marmellata comincia a farsi sentire. Questo periodo cruciale determina praticamente la dimensione e la quantità dei vostri gambi in piena estate, soprattutto per le piante installate da qualche anno.

Per una manutenzione primaverile del rabarbaro davvero efficace, tre operazioni fanno la differenza: pulire la corona, nutrire e idratare generosamente, poi gestire le piante più vecchie dividendole al momento giusto. Questi gesti vanno eseguiti adesso, prima che arrivino i grandi calori.

Pulire le piante di rabarbaro senza soffocare la corona

Una pianta vigorosa parte da una buona pulizia. Gli esperti consigliano di liberare le corone rimuovendo le foglie vecchie, le erbacce e i residui attorno alla pianta. Sarchiare su circa un metro intorno alla base limita la concorrenza delle radici vicine e lascia il terreno morbido, favorendo la crescita dei gambi più robusti.

Le infiorescenze esauriscono la pianta. Non appena compare un bocciolo floreale, è bene tagliarlo raso per conservare tutta l'energia nei piccioli. Si rimuovono anche le foglie danneggiate o marce, senza ferire il colletto. Se è ancora presente una pacciamatura invernale, va eliminata in buona parte per permettere al suolo di scaldarsi, avendo cura di mantenere la corona ben visibile e areata, mai sepolta sotto uno strato spesso.

Nutrire e annaffiare il rabarbaro per stimolare la crescita

Il rabarbaro è una pianta molto esigente. In primavera, un apporto di compost ben maturo funziona come un pasto completo: una carriola per ogni metro quadrato, oppure due buone palette attorno a ciascuna pianta, lavorate in superficie. Si raccomanda inoltre un fertilizzante ricco di azoto, capace di dare alla pianta una spinta straordinaria e garantire una crescita forte e produttiva. Si può integrare con una piccola manciata di cenere di legno, ricca di potassio, senza esagerare.

Ad aprile le radici sono già attive. Per non danneggiarle, è preferibile un fertilizzante liquido specifico per frutta e verdura, diluito nell'acqua di irrigazione. Bisogna poi monitorare l'umidità: il terreno deve restare fresco ma non imbibito d'acqua. Una pacciamatura organica di 5 cm — paglia, foglie secche o sfalci ben asciutti — posata verso fine maggio aiuterà a mantenere la freschezza, a patto di lasciare il colletto scoperto.

Dividere i cespi di rabarbaro più anziani per rilanciare la produzione

Sulle piante di tre o quattro anni i cui gambi cominciano ad assottigliarsi, la divisione rimette in moto la crescita. Se la pianta ha circa tre o quattro anni, è consigliabile dividerla, poiché questo incoraggia una nuova crescita vigorosa del rabarbaro. Il periodo ideale si colloca durante la dormienza, dalla fine dell'autunno all'inizio della primavera, ma in aprile è ancora possibile prelevare uno o due frammenti ai bordi, accettando un raccolto leggermente più contenuto.

Una volta che le piante sono ben curate, i gambi diventano raccoglibili tra aprile e metà luglio, quando superano i 25 cm di lunghezza. Più il rosso del rabarbaro è intenso, più i gambi risulteranno saporiti. La tecnica corretta consiste nell'afferrare i gambi vicino alla base e tirare leggermente di lato, così da evitare di danneggiare la pianta. Il risultato? Gambi teneri e generosi da gustare per tutta l'estate.

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