Rimettete sciarpe e cappotti: l'inverno è tutt'altro che finito
Proprio quando le temperature più miti sembravano annunciare l'arrivo della primavera, un inatteso crollo polare sconvolge ogni previsione. Questo ritorno improvviso dell'inverno porta con sé nevicate in montagna e rovesci gelati in pianura. Ecco cosa aspettarsi a partire da mercoledì 25 marzo, tra calo delle temperature e cielo agitato.
Non riponete ancora i cappotti: l'inverno non ha detto l'ultima parola
Nonostante i festeggiamenti dell'equinozio di primavera, l'inverno non sembra affatto intenzionato ad andarsene. Una depressione scandinava, che si estende fino all'Italia, provocherà un cambio di flusso verso nord-ovest. Già da mercoledì 25, una massa d'aria polare marittima si abbatterà sul paese, trascinando con sé un calo marcato delle temperature su tutto il territorio.
Questo affondo artico porterà freddo tipicamente invernale, con valori negativi in quota. I giardinieri farebbero bene a stare all'erta: il gelo tardivo rappresenta una minaccia concreta per i germogli appena nati. È fondamentale proteggere le piante più delicate con un velo da giardino entro giovedì, per evitare che il ghiaccio danneggi le coltivazioni.
Quali province saranno colpite da questo ritorno invernale?
Anche se questa massa d'aria marittima proveniente dalla Norvegia esclude il rischio di una vera e propria ondata di gelo, il calo termico sarà comunque brusco. Giovedì e venerdì le temperature massime supereranno a fatica i 10 °C in gran parte del paese, risultando da 5 a 7 °C al di sotto delle medie stagionali. Questo contrasto tra la superficie e le quote superiori favorirà il ritorno dei rovesci.
I modelli meteorologici confermano questo rischio per giovedì 26 marzo, con precipitazioni miste di pioggia, nevischio e neve. Le regioni del nord e del nord-est saranno le più esposte a questi fenomeni invernali tardivi. In particolare, alcune province montane e quelle affacciate sui venti nord-occidentali si troveranno in prima linea. In giardino, è meglio aspettare prima di mettere a dimora le piante annuali e attendere condizioni più favorevoli.
Neve attesa sulle Alpi e sugli Appennini
Questo ritorno del freddo potrebbe portare nevicate anche a quote relativamente basse sui principali massicci montuosi. Le previsioni sono ancora da definire nel dettaglio, ma si ipotizzano accumuli superiori ai 10 cm, con punte locali di oltre 30 cm sulle Alpi. Per gli appassionati di neve fresca, si tratta di una vera manna a stagione quasi conclusa.
Nelle notti successive, il rischio di gelate notturne rimarrà elevato, soprattutto in presenza di cielo sereno e aria più secca. L'intensità esatta del fenomeno è ancora incerta, ma la prudenza rimane d'obbligo per chi vuole tutelare le coltivazioni precoci. Come recita il vecchio detto: «Il gelo di fine marzo è sempre il più traditore.»












