Pomodori: i tutori sbagliati rovinano il tuo raccolto, ecco quali scegliere per il tuo orto

Quando il tutore sbagliato compromette tutto

Steli che si piegano, frutti che toccano terra, peronospora che si diffonde dopo un temporale… molti raccolti di pomodori finiscono male anche quando le piante sembravano partite alla grande. Si dà spesso la colpa al tempo o alla varietà scelta. Eppure, nella maggior parte dei casi, manca un elemento molto concreto: un sistema di sostegno adeguato, pensato per le piante e per il modo in cui coltivi il tuo orto.

Quando i pomodori crescono strisciando sul terreno, foglie e frutti restano a contatto diretto con il suolo umido, un ambiente ideale per le malattie fungine. I tutori per pomodori servono proprio a tenere tutto sollevato, ma tra il paletto di legno, il ferro da cemento, il tipi, il portico e la gabbia per pomodori, la scelta può disorientare. La buona notizia è che bastano pochi criteri semplici per decidere con sicurezza.

Capire i tutori per pomodori prima di scegliere

Un tutore per pomodori è innanzitutto un supporto rigido che aiuta la pianta a crescere in altezza, a non piegarsi sotto il peso dei frutti e a mantenere il fogliame lontano dal suolo, riducendo così il rischio di malattie e parassiti. Il tutoraggio è fortemente consigliato per le varietà a crescita indeterminata o che superano 1,5 m di altezza. Le varietà compatte a crescita determinata possono cavarsela con meno supporto, anche se un sostegno discreto aiuta sempre a reggere i rami carichi di frutti.

Questi supporti esistono in diversi materiali. Il legno, in particolare pino, acacia o castagno, offre un aspetto naturale e una buona durabilità, con una superficie ruvida che impedisce ai legacci di scivolare. Le canne di bambù sono molto resistenti nel tempo, ma la loro superficie liscia richiede attacchi più accurati. Il ferro da cemento è apprezzato per la robustezza e il costo contenuto: la sua superficie nervata tiene bene lo spago, anche se la ruggine è inevitabile. I tutori in fibra di vetro, leggeri e talvolta telescopici, durano a lungo ma sono destinati a chi ha un budget più generoso. In ogni caso, la maggior parte misura tra 1,5 e 2 m per accompagnare la crescita delle varietà più vigorose.

Quale tutore scegliere in base alla varietà e al proprio orto?

Per chi inizia o ha poche piante, il tutore semplice resta la scelta più sicura: un paletto dritto in legno, metallo o bambù, piantato vicino a ogni piede. Questo metodo economico è adatto ai pomodori che non superano 1,5 m e alle coltivazioni in vaso. Quando si passa a varietà molto esigenti, come il pomodoro Cuore di bue, o a filari interi, conviene optare per strutture composite. Il tipi, formato da tre o quattro paletti legati in cima, avvolge la pianta e offre un'ottima stabilità, soprattutto contro il vento. I portici semplici o doppi usano paletti piantati ogni 50 cm circa, collegati da una o più traverse orizzontali: molto pratici per sostenere un intero filare o un doppio filare.

Per ridurre la manutenzione estiva, la gabbia per pomodori in rete a maglie larghe avvolge la pianta, che cresce all'interno appoggiandosi alle maglie. È adatta alle piante voluminose e consente di evitare in gran parte legature e potature, al costo di un investimento iniziale più elevato e di un ingombro in fase di stoccaggio. Il tutore a spirale in acciaio zincato permette spesso di fare a meno dei legacci: il fusto si avvolge attorno alla spirale man mano che cresce. Tuttavia è sensibile al vento e al peso, quindi è da riservare alle varietà più piccole, che non superano 1,5 m. In serra, il tutoraggio sospeso prevede l'utilizzo di spaghi in canapa o sisal che scendono da una barra orizzontale; ogni pianta viene semplicemente avvolta attorno al proprio filo, evitando di dover maneggiare decine di paletti.

Installare e mantenere i tutori per pomodori senza errori

Qualunque sistema si scelga, la parola d'ordine è anticipare. I tutori vanno posizionati subito prima o durante la messa a dimora, in modo da non danneggiare le radici che si sviluppano successivamente. Un paletto deve penetrare nel terreno di almeno 30 cm per restare stabile anche durante i temporali estivi. Per un portico semplice, si piantano paletti ogni 50 cm lungo il filare; per un portico doppio, si fa lo stesso su entrambi i lati del bancale e li si collega in altezza, tra 1,5 e 2 m. In serra, lo spago si fissa alla struttura metallica, scende verticalmente fino a ogni pianta e si annoda alla base lasciando circa 40 cm di margine per poter ritendere il sistema durante la stagione.

Durante la crescita, i legacci svolgono un ruolo fondamentale. Si usa spago o legacci morbidi e si evita di stringere troppo, per non danneggiare il fusto né ostacolare la circolazione della linfa. Su tutore semplice o portico, si segue la crescita della pianta aggiungendo legacci man mano; su tutore a spirale o filo sospeso, ci si limita ad avvolgere delicatamente il fusto. I tutori possono essere riutilizzati per diversi anni, a patto di conservarli in luogo asciutto e, nel caso del legno, di fiammeggiare rapidamente la superficie con un cannello per limitare il rischio di muffe. In definitiva, la scelta giusta dipende dal tipo di pomodori, dal numero di piante, dallo spazio disponibile e dal tempo che si desidera dedicare alla loro cura.

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