Un inizio 2026 turbolento sulle Alpi
Tra vette innevate e vallate già primaverili, le Alpi mostrano un volto spettacolare in questo avvio di 2026. Record di neve da un lato, temperature sorprendentemente miti dall'altro: uno scenario che lascia a bocca aperta, dove l'inverno eterno e il caldo anticipato convivono fianco a fianco.
Il gennaio alpino si è aperto con un freddo intenso, per poi cedere il passo a piogge abbondanti e a diverse tempeste, tra cui quella denominata Goretti. Questi episodi ravvicinati hanno saturato i terreni, provocando esondazioni localizzate e un elevato rischio valanghe in quota.
Febbraio ha portato con sé una dolcezza inaspettata, in netto contrasto con le settimane precedenti. Le precipitazioni sono state abbondanti, talvolta eccezionali. Secondo Météo-France, questo bimestre è stato caratterizzato da forti escursioni termiche e nevicate importanti, soprattutto sulle Alpi meridionali. Queste condizioni instabili hanno reso complicato l'accesso ai massicci, con strade e comprensori sciistici spesso difficilmente raggiungibili.
Il grande divario sulle Alpi: 20°C in valle e 3,50 m di neve in quota
Con l'arrivo di marzo 2026, l'atmosfera sta cambiando gradualmente. Sulle Alpi si sta installando un tempo a tratti mite e fortemente contrastato: fino a 20°C nelle vallate, mentre la neve raggiunge ancora 3,50 m su alcune cime. Nelle Alpi del Nord, stazioni come Les 2 Alpes registrano oltre tre metri e mezzo di manto nevoso nella parte alta delle piste, garantendo condizioni di sci eccellenti.
Il sole domina la scena nei prossimi giorni, con temperature in rapida ascesa, specialmente nelle Alpi meridionali. Gap e Briançon registrano massime tra i 16°C e i 18°C sotto cieli sgombri da nuvole. In quota, invece, l'atmosfera rimane pienamente invernale: Isola 2000, ad esempio, conserva più di due metri di innevamento nonostante la mitezza percepita a valle.
L'effetto Föhn: dolcezza record e muri di neve
Questo contrasto così marcato si spiega in gran parte con l'effetto föhn. Quando l'aria umida supera le creste montuose, si raffredda e scarica la propria umidità sotto forma di precipitazioni in quota. Nella discesa sul versante opposto, si asciuga e si riscalda rapidamente, generando temperature quasi primaverili nelle valli, mentre le cime mantengono un manto nevoso imponente.
Secondo Météo-France, questo flusso da sud contribuisce ad accentuare la mitezza, in particolare sulle Alpi settentrionali. Mentre stazioni come Val d'Isère mantengono un innevamento superiore ai tre metri, le valli dell'Isère e della Maurienne godono di un calore anticipato, spesso oltre i 15°C nel pomeriggio. Una situazione che fa la gioia degli appassionati di sport invernali, annunciando allo stesso tempo, con discrezione, i primi segnali della primavera alpina.












