Acquistare terriccio senza controllare la presenza di torba può avere conseguenze disastrose per l’ambiente

Torba e torbiere, un patrimonio naturale vecchio di migliaia di anni

In Francia, il giardinaggio ha conquistato un numero sempre crescente di appassionati, soprattutto dopo i lockdown legati alla pandemia di Covid-19. Il consumo di terricci e substrati di coltivazione è letteralmente esploso. Secondo l'Office français de la biodiversité (OFB), la domanda di terriccio sarà il 415% superiore rispetto ad oggi entro il 2050. Eppure molti ignorano che la maggior parte dei terricci venduti nei supermercati contiene torba. Ecco perché è fondamentale verificare la composizione esatta del prodotto prima di acquistarlo: le conseguenze ecologiche sono tutt'altro che trascurabili.

La torba si forma nelle torbiere, zone umide straordinariamente ricche di biodiversità. Questa materia vegetale fossile rappresenta l'habitat ideale per libellule, farfalle, rane e uccelli. Sotto la superficie si nasconde un altro tesoro preziosissimo: il carbonio. Pierre Caessteker, esperto di zone umide per l'Office français de la biodiversité, ricorda che "un ettaro di torbiera profondo un metro contiene tra 500 e 700 tonnellate di carbonio". Si tratta di una riserva colossale, accumulata lentamente nel corso dei secoli.

Bisogna rendersi conto di quanto sia lento il processo di formazione della torba: occorrono più di cento anni per produrre appena cinque centimetri di questo materiale. La torba bruna, poi, può richiedere fino a 5.000 anni per costituirsi. Acquistare un sacco di terriccio contenente torba significa quindi consumare in poche settimane una risorsa che la natura ha impiegato secoli a creare.

Perché le torbiere sono fondamentali per il clima e la biodiversità

Le torbiere funzionano come veri e propri serbatoi naturali d'acqua. Composte principalmente di sfagni, agiscono come spugne capaci di assorbire le eccedenze idriche, contribuendo così a ridurre il rischio di inondazioni e ad attenuare le piene. Svolgono inoltre un ruolo chiave nella lotta al cambiamento climatico grazie alla loro straordinaria capacità di immagazzinare carbonio. Costituiscono inoltre il substrato di ecosistemi unici, ospitando fauna e flora rare che non si trovano da nessun'altra parte.

Quando le torbiere vengono prosciugate per estrarre la torba, l'equilibrio ecologico si spezza in modo irreversibile. Il carbonio accumulato si libera nell'atmosfera con effetti diretti sul clima. Pierre Caessteker precisa che "un ettaro prosciugato rilascia da venti a trenta tonnellate di gas serra all'anno". Prima di fare acquisti, leggere la composizione del terriccio diventa quindi un gesto essenziale per capire davvero cosa si mette nei propri vasi.

Come sostituire la torba nel terriccio

In giardino, la torba è apprezzata per diverse ragioni: alleggerisce i terreni argillosi, trattiene l'acqua piovana e funge da substrato ideale per alcune piante. È questa efficacia a spiegarne la grande popolarità nei terricci in commercio. Tuttavia, esistono valide alternative. Prima di tutto, è sufficiente leggere attentamente l'etichetta per evitare i prodotti che menzionano la torba tra gli ingredienti.

Per nutrire le proprie coltivazioni in modo più sostenibile, sono disponibili diverse soluzioni concrete:

  • Utilizzare compost fatto in casa a partire da scarti organici domestici

  • Riciclare le foglie secche per creare un terriccio naturale e ricco di nutrienti

  • Preferire substrati di coltivazione senza torba disponibili nei garden center e vivai

Questa semplice abitudine d'acquisto può ridurre significativamente la pressione sulle torbiere. Dietro un sacco di terriccio, dunque, c'è in gioco molto più di una semplice scelta pratica: è un gesto che incide direttamente sulla biodiversità e sul futuro del nostro clima.

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