I consigli di Monty Don per controllare lumache e chiocciole in modo naturale
Vasi bucherellati, insalate rase al suolo, scie argentate sui lastrici… Quando lumache e chiocciole invadono l'orto, la maggior parte dei giardinieri tende a ricorrere subito ai granuli anti-lumaca. Questi piccoli esche blu promettono un giardino perfetto, ma raramente si considera l'impatto che hanno su uccelli, ricci e rane che vivono nelle vicinanze.
Il giardiniere britannico Monty Don propone un approccio completamente diverso. Ha spiegato che "le lumache e le chiocciole sono ampiamente considerate il nemico pubblico numero uno dei giardinieri, ma sono eccellenti per riciclare i rifiuti vegetali, e non fanno distinzione tra una foglia caduta e una deliziosa giovane piantina." La sua filosofia punta a proteggere le piante mantenendo al tempo stesso un giardino ricco di vita. E il suo metodo si traduce in gesti concreti e accessibili.
Perché Monty Don è contrario ai granuli anti-lumaca
Nei suoi scritti, Monty Don descrive con precisione il comportamento di questi molluschi: "Le lumache vivono principalmente sotto terra e amano le condizioni umide. Le chiocciole vivono in superficie e prediligono angoli bui e nascondigli come i vecchi muri di mattoni o una siepe di tasso ben asciutta, oltre a radunarsi alla base dei vasi." Sottolinea inoltre che, sebbene nel Regno Unito esistano oltre 30 specie di lumache, solo quattro sono quelle più comuni nei giardini, e le più grandi non sono necessariamente quelle che causano i danni maggiori.
Di fronte a popolazioni così numerose — con densità che superano 250.000 esemplari per acro — tentare l'eradicazione con prodotti tossici gli sembra del tutto illusorio. Monty Don è esplicito: "Evitate i granuli anti-lumaca, poiché sono sostanze chimiche che possono danneggiare altri animali selvatici. Preferite piuttosto un piccolo semenzaio al riparo dalle lumache, oppure un tavolo rialzato dove coltivare le giovani piante tenere, controllando quotidianamente la presenza di molluschi." Gli esperti del settore ricordano che i prodotti a base di metaldeide o carbammati finiscono nelle acque e avvelenano la fauna utile del giardino.
Un'area protetta per le giovani piante: il cuore del metodo
Anziché trattare l'intero giardino, Monty Don concentra i propri sforzi sulle piante più vulnerabili: insalate, dalie, cosmi, hosta. Consiglia di allestire un semenzaio compatto o un tavolo da coltivazione sopraelevato, posizionato su una superficie libera con bordi lisci, eventualmente circondato da fasce di rame ai piedi della struttura. Questo spazio-vivaio crea una barriera meccanica difficile da superare per le lumache, ed è facile da sorvegliare all'alba o al tramonto.
La giardiniera esperta Theresa Rooney suggerisce di "ispezionare la situazione nel proprio giardino di primissima mattina", insistendo sul fatto che bisogna "bloccare il problema sul nascere, perché le lumache possono deporre migliaia di uova, e lasciarle fare può far esplodere la popolazione." Consiglia anche i rifugi-trappola: "Si nasconderanno lì durante la notte, e all'alba potrete sollevare il supporto e raccogliere lumache e chiocciole." Intorno a questa zona protetta si può aggiungere una sottile striscia di gusci d'uovo ben essiccati o di ghiaia, ostacoli difficili da attraversare per questi gasteropodi.
Nutrire il suolo e puntare sui predatori naturali
Monty Don completa questo approccio con un lavoro di fondo sulla vigoria delle piante. Il suo consiglio è chiaro: "Non concimare le piante più del necessario e nutrire sempre il suolo, non la pianta." Secondo lui, questo evita una crescita eccessivamente tenera e succulenta, quella che le lumache amano di più. Raccomanda di far crescere le piante in modo "robusto", senza viziarle con cambiamenti improvvisi di temperatura o di coltivazione.
In pratica, ciò significa apporti regolari di compost, irrigazione mattutina alla base delle piantine e un utilizzo limitato di fertilizzanti troppo ricchi di azoto. È bene evitare anche pacciamature molto spesse su terreni pesanti e umidi.
L'ultimo pilastro del metodo si basa sui predatori naturali. Monty Don descrive nel suo giardino "un'abbondanza di tordi, rane, rospi, coleotteri, centopiedi, toporagni e una manciata di ricci." Per lui questo richiede "molta copertura vegetale, l'eliminazione dei prodotti chimici tossici come i granuli per lumache, e un certo grado di tolleranza per i danni collaterali." Per favorire questa fauna alleata, gli specialisti raccomandano alcuni accorgimenti semplici ma efficaci:
- un piccolo specchio d'acqua o uno stagno per rane e rospi;
- un cumulo di legna o pietre per ricci e carabidi;
- siepi variegate e un angolo di prato lasciato più selvatico;
- la completa eliminazione di pesticidi e granuli tossici in tutto il giardino.












