L'orchidea, un fiore splendido dalle cure impegnative
Bianca, viola, rosa, porpora, gialla… L'orchidea è la pianta per eccellenza quando si vuole portare un tocco di tropici tra le mura di casa. Non tutte le orchidee hanno però bisogno di calore costante. Le orchidee selvatiche crescono in tutto il mondo, presenti su ogni continente ad eccezione dell'Antartide.
Sul pianeta esistono ben 30.000 specie riconosciute di Orchidaceae, questo il nome scientifico della famiglia. A queste si aggiungono circa 150.000 ibridi, ovvero incroci ottenuti da giardinieri professionisti. Questa pianta ha acceso le passioni umane da tempi immemorabili: nell'antica Grecia simboleggiava la fertilità e la virilità, mentre nell'epoca vittoriana inglese rappresentava la bellezza, il potere e la ricchezza.
Questi fiori hanno la fama di essere difficili da coltivare, probabilmente perché necessitano di luce filtrata e di un'umidità relativamente elevata. Eppure molte varietà, come il Phalaenopsis — la cosiddetta orchidea farfalla — sono sorprendentemente semplici da tenere in casa. Il segreto sta nel compiere i gesti giusti al momento giusto, soprattutto in primavera.
Orchidee: le cure indispensabili da fare prima di metà aprile
Sia prima di metà aprile che verso la fine dell'estate, è fondamentale fertilizzare la propria orchidea con del concime. Si può optare per un fertilizzante universale oppure per un concime naturale. Attenzione però: le quantità devono essere molto ridotte e andranno calibrate in base alle dimensioni del vaso. Questa operazione nutre il substrato e favorisce al massimo lo sviluppo delle foglie, delle radici e soprattutto garantisce una fioritura abbondante.
Se la vostra orchidea è matura, produrrà di tanto in tanto una nuova foglia e ne perderà una vecchia, che ingiallirà progressivamente. In quel caso rimuovete semplicemente la foglia ingiallita. Per quanto riguarda le strane radici aeree che si sviluppano in ogni direzione, sappiate che si tratta di un fenomeno del tutto normale.
Inoltre, se non avete cambiato il substrato della vostra orchidea da due o tre anni, è arrivato il momento di rinvasarla. Il periodo ideale va dalla fine dell'inverno fino alla fine di aprile. Scegliete un terriccio specifico per orchidee, composto da cortecce e sfagno. Eliminate il vecchio substrato, poi tagliate con le cesoie tutte le radici morte, marce o danneggiate — le riconoscerete facilmente perché saranno marroni o molli. Sul fondo del vaso disponete un po' di substrato umido, centrate la pianta e distribuite le radici in modo uniforme. Le radici aeree possono essere parzialmente interrate. Come ultimo passaggio, aggiungete il terriccio compattandolo leggermente affinché l'orchidea rimanga ben ancorata. Il gioco è fatto.
Come far rifiorire la vostra orchidea con successo
È utile sapere che un'orchidea fiorisce normalmente una volta all'anno, e per di più sempre nello stesso periodo della prima fioritura. Se ad esempio l'avete acquistata in fiore ad aprile, la sua stagione sarà sempre primaverile, e così via. Esistono però due piccoli trucchi per forzare la natura.
Se desiderate che la vostra orchidea rifiorisca, avete due strade percorribili. Per ottenere una mini-fioritura sullo stelo fiorale, tagliate quest'ultimo al di sotto del secondo o terzo nodo partendo dalla base. Per una fioritura più abbondante, ma più tardiva, tagliate invece l'intero stelo alla base. Non vi resta che provare e attendere i risultati.












