Alberi da frutto senza raccolto: come individuare il vero problema
Osservare un melo coperto di fiori in primavera e ritrovarsi con tre frutti striminziti in estate è un'esperienza che molti giardinieri conoscono bene. La domanda torna puntuale ogni anno: perché il mio albero da frutto non produce nonostante sembri in ottima salute? Le cause sono spesso più di una, e quasi mai si trovano dove ci si aspetterebbe.
A volte il responsabile è il meteo, altre volte una potatura sbagliata o un eccesso di concime. Ma nella maggior parte dei casi il vero colpevole si chiama impollinazione. Un granello di polline nel posto sbagliato al momento sbagliato, e l'intero raccolto va in fumo. Capire cosa accade tra il fiore e il frutto cambia completamente la prospettiva, perché un frutteto può davvero riprendersi nel giro di una sola stagione.
Diagnosi corretta: perché gli alberi da frutto non fruttificano
Prima di tutto, osservate l'albero nel suo insieme. Un fruttiero che fiorisce poco potrebbe semplicemente essere troppo giovane: melo e susino impiegano spesso dai tre ai cinque anni prima di produrre, mentre pero e ciliegio arrivano anche a quattro-sei anni. Alcune varietà hanno inoltre bisogno di un certo numero di ore di freddo invernale per formare le gemme fiorali. L'ombra fitta, una potatura che elimina i rami fruttiferi o una concimazione eccessiva con fertilizzanti ricchi di azoto riducono ulteriormente la fioritura.
Esiste poi uno scenario altrettanto comune: la fioritura è abbondante, ma i frutti cadono o abortiscono rapidamente. Una gelata tardiva tra 0 e –3 °C proprio durante la schiusura dei fiori o la formazione dei frutti giovani è sufficiente a distruggere l'allegagione. Anche la mancanza di insetti impollinatori, un vento freddo persistente o uno stress idrico, sia per siccità che per ristagno d'acqua, causano questa caduta improvvisa. Dopo una stagione di carica eccessiva senza diradamento, certi alberi entrano poi in quello che viene chiamato il fenomeno dell'alternanza, riposandosi quasi completamente l'anno successivo.
Impollinazione degli alberi da frutto: varietà impollinatrici e condizioni climatiche
Per capire questi insuccessi bisogna guardare i fiori più da vicino. Alcune piante sono dioiche, con individui maschi e femmine separati, altre monoiche come il nocciolo, che porta sullo stesso albero sia gli amenti maschili sia i fiori femminili fecondati dal vento. Molti fruttieri coltivati hanno fiori ermafroditi, ma non tutti si comportano allo stesso modo: il pomodoro e la fragola praticano l'autogamia, mentre meli, peri e ciliegi sono allogami e nella maggior parte dei casi autosterili, cioè incapaci di fecondarsi da soli.
Per queste specie, la presenza di una varietà impollinatrice compatibile, della stessa specie e con fioritura contemporanea, diventa indispensabile. Gli insetti svolgono poi il ruolo di messaggeri: più visite riceve un fiore di lampone, meglio si formerà il frutto. Se le api scarseggiano, o se la primavera si mantiene fredda e piovosa, potete intervenire manualmente realizzando una impollinazione manuale. Basta prelevare uno stame ben polveroso da un fiore aperto e tamponare delicatamente il polline su un pistillo lucido e pronto a riceverlo, oppure scuotere un ramo fiorito di un albero vicino compatibile sopra l'albero da fecondare. In questo modo diventate voi stessi un'ape impollinatrice.
Potatura, malattie e cure per invertire la tendenza
Vale la pena osservare anche come si interviene con la potatura. Una potatura troppo drastica che elimina tutto il legno giovane stimola i succhioni e inibisce la fioritura; al contrario, non tagliare nulla rende la chioma buia e sterile. L'obiettivo è semplice: ogni fine inverno, fuori dal periodo di gelo, eliminate il legno morto, i rami che si incrociano, i germogli verticali e quelli rivolti verso l'interno, in modo da favorire la penetrazione della luce.
La ticchiolatura di melo e pero, la moniliosi e la bolla del pesco possono rovinare un'intera stagione. Raccogliere i frutti malati, arieggiare la chioma e spalmare i tronchi con un preparato a base di cenere alcalina, che rallenta funghi e parassiti, aiuta concretamente gli alberi a tornare produttivi.












