Mai visto prima: da 30°C alla neve in 48 ore, questo dipartimento piomba in pieno inverno ad aprile, le date da ricordare

Un salto termico da record in appena due giorni

In meno di quarantotto ore, i residenti di questo dipartimento hanno vissuto un'esperienza climatica difficile da credere: dal tepore primaverile al paesaggio invernale. Nel fine settimana si passeggiava in maglietta. Lunedì mattina, invece, le webcam del Mont Aigoual e della stazione Alti Aigoual mostravano già abeti imbiancati e piste coperte di neve. Martedì, lo scenario continuava a sorprendere.

Questo ribaltamento climatico si inserisce in un contesto più ampio. Tra il 4 e il 9 aprile 2026, la Francia ha registrato un caldo anomalo e precoce, con temperature superiori di 9-14°C rispetto alle medie stagionali. La soglia dei 30°C è stata superata già il 6 aprile, fino a toccare i 31,8°C a Belin-Béliet. Poi un'ondata di aria gelida ha spazzato il paese.

Un divario termico estremo in 48 ore nel dipartimento

Giovedì pomeriggio il termometro segnava ancora 17,1°C nel Gard, e venerdì nel momento più caldo della giornata si erano raggiunti 16,2°C, valori decisamente elevati per il periodo. Nella notte tra domenica e lunedì, la massa d'aria è crollata bruscamente: lunedì 13 aprile alle 7 del mattino, la vetta del Mont Aigoual mostrava -3°C.

A quella quota, bastano pochi gradi sotto zero per innescare nevicate. Le webcam di Alti Aigoual hanno ripreso un manto bianco che si riformava su una stazione chiusa già da settimane per mancanza di neve. Sulle Cévennes del Gard, il paesaggio ha assunto improvvisamente i connotati dell'inverno, proprio quando la primavera sembrava ormai consolidata.

Dove cade la neve questo martedì nel Gard?

Per l'inizio della settimana, le previsioni meteorologiche indicano lo zero termico sceso sotto i 1.000 metri sul Massiccio Centrale, con punte verso i 500-600 metri in direzione del Tarn e dell'Aveyron. Nel Gard, il limite pioggia-neve si colloca intorno agli 800-1.000 metri. Il settore del Mont Aigoual e il vicino Mont-Lozère risultano quindi le zone più esposte.

I modelli meteorologici ipotizzano accumuli tra i 5 e i 10 cm al di sopra dei 1.200 metri circa su queste creste, mentre le pianure del Gard si limitano a una pioggia fredda. Gli esperti non prevedono 10 cm di neve sull'Aigoual entro sera: l'episodio dovrebbe soprattutto imbiancare le vette. Un precedente significativo rimane martedì 3 febbraio 2015, quando si registrarono 2-5 cm nella parte occidentale del Gard e 5-15 cm, localmente fino a 20 cm, nella valle del Rodano.

Perché la neve torna dopo un'ondata di caldo intenso?

Questo straordinario contrasto climatico è il risultato di due masse d'aria radicalmente diverse che si sono succedute in rapida sequenza. All'inizio del mese, un flusso di aria calda proveniente da sud ha fatto salire le temperature di 9-14°C sopra la norma su gran parte del territorio francese. Successivamente, una goccia fredda in quota ha scivolato verso la Francia, portando correnti nord-occidentali più fredde sul Massiccio Centrale e sulle Cévennes del Gard.

Quando l'aria si avvicina allo zero tra il suolo e alcune centinaia di metri di altitudine, le precipitazioni raffreddano ulteriormente la colonna d'aria: la pioggia si trasforma allora in fiocchi di neve, un fenomeno noto come isotermia. Su una vetta esposta come il Mont Aigoual, dove lo zero termico scende sotto i 1.000 metri, questo meccanismo è sufficiente per ricreare in poche ore un manto bianco. La stazione di Alti Aigoual, chiusa da settimane, ritrova così un sottile strato di neve fresca.

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