Giardinieri: non buttate più l’erba tagliata, questo trucco poco noto vi farà dimenticare concimi e annaffiature

Il cestino del tosaerba che trabocca: un problema che molti non sanno come risolvere

Con l'arrivo della primavera, il tosaerba entra in azione quasi ogni settimana e i sacchi di erba tagliata si accumulano in fretta. La maggior parte di quel materiale finisce nel bidone dei rifiuti verdi, mentre gli stessi giardinieri spendono soldi in concimi e pacciamature per tenere in forma orto e aiuole. Eppure quella stessa erba che scartiamo distrattamente potrebbe essere una delle risorse più preziose dell'intero giardino.

Molti esperti lo ripetono da anni: abbiamo già tra le mani un fertilizzante naturale efficacissimo, le tosature di prato. Se usate nel modo giusto, nutrono il terreno, trattengono l'umidità e tengono a bada le erbacce. Basta scoprire come sfruttarle per smettere di considerare quel bac del tosaerba come un semplice rifiuto da smaltire.

Perché l'erba tagliata è un fertilizzante naturale di grande valore

Erik Steffrud, responsabile dei suoli e del compostaggio presso i Longwood Gardens, ha sottolineato come gli ammendanti fatti in casa siano un modo eccellente per sottrarre materiali alle discariche, contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici attraverso la cattura del carbonio e costruire al tempo stesso terreni più sani. I residui di erba tagliata rappresentano un esempio perfetto di questo principio.

Le tosature concentrano già tutti i nutrienti che il giardino cerca: fino a circa il 4% di azoto, il 2% di potassio e lo 0,5% di fosforo. Composte per l'80% di acqua, si decompongono in tempi brevissimi a contatto con la terra. Dan Kemper, formatore esperto presso l'Istituto Rodale, organizzazione dedicata alla ricerca sull'agricoltura biologica, spiega che le tosature possono essere incorporate direttamente nel suolo, dove si decompongono molto rapidamente rilasciando nutrienti utili alle coltivazioni.

Pacciamatura con erba tagliata: il trucco semplicissimo che cambia tutto

Nell'orto, il metodo più immediato è utilizzare le tosature come pacciame. Distribuite in uno strato sottile di circa 2 cm attorno alle piante orticole, creano un mulch naturale che mantiene il suolo fresco, rallenta l'evaporazione e impedisce alle erbacce di germogliare. Basta spargerle sulla terra perché facciano da barriera alla luce conservando al contempo l'umidità del sottosuolo.

Per le coltivazioni a ciclo lungo e alla base degli alberi da frutto si può arrivare anche a uno spessore di 10-15 cm, ma solo usando erba ben essiccata. Uno strato troppo spesso di erba fresca, ricca d'acqua, tende a formare una crosta compatta che scalda e rischia di fare marcire i fusti delle piante. Lasciando asciugare le tosature almeno un giorno in piccoli mucchietti arieggiati si ottiene un paillis più leggero e traspirante, capace di ridurre sensibilmente la frequenza delle annaffiature.

Mulching: come nutrire il prato usando le sue stesse tosature

Direttamente sul prato, la tecnica del mulching — detta anche "taglio senza raccolta" — elimina completamente la produzione di scarti. Una lama apposita sminuzza finemente l'erba, che viene immediatamente ridepositata tra i fili del prato e lì si decompone. A patto di tosare con regolarità e di non rimuovere mai più di un terzo dell'altezza dell'erba a ogni passaggio, questo metodo nutre il manto erboso, limita la comparsa di muschio e riduce drasticamente il ricorso ai fertilizzanti chimici da acquisto.

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