Gli ortensi stanno davvero scomparendo dai nostri giardini? Il motivo per cui sempre più esperti sconsigliano di piantarli

Una pianta amatissima messa a dura prova

In tanti borghi italiani ed europei, i grandi ciuffi blu e rosa degli ortensi ornano ancora cancelli e facciate. Questa pianta simbolo dei giardini estivi accompagna da generazioni i mesi più caldi in famiglia. Eppure, sempre più cespugli bruciati e rinsecchiti stanno facendo riflettere i giardinieri sul suo futuro.

Ondate di calore sempre più frequenti, divieti di irrigazione, aria sempre più secca: il contesto è cambiato radicalmente nel giro di pochi anni. Dai vivaisti bretoni ai paesaggisti tedeschi, molti esperti raccomandano ormai di non piantare più ortensi nelle regioni con estati calde e aride. Una notizia che preoccupa non poco gli appassionati di giardinaggio.

Caldo estremo e siccità: gli ortensi sotto pressione

Amante dei terreni freschi e dell'aria umida, l'ortensia tollera molto male le temperature superiori ai 35 °C e le settimane senza pioggia. «Con le ondate di calore intense, anche irrigandoli abbondantemente, molti non riescono a riprendersi», spiegava Marc Dupont, vivaista bretone, in un'intervista a Ouest-France.

Lo stesso scenario si ripete in tutta Europa. In Germania, Isabelle Van Groeningen descrive le differenze climatiche in modo molto chiaro: «Penso che nello Schleswig-Holstein, regione costiera del nord-est della Germania, non sia ancora così grave perché l'umidità dell'aria vi è elevata. È diverso a Berlino, ad esempio, dove il clima è continentale, con estati molto calde e secche», ha dichiarato Van Groeningen in un'intervista a My Home-Book. Aggiunge inoltre: «Ho visto molti ortensi 'Annabelle' con fiori piccoli, marroni e raggrinziti, e foglie scure. Per quanto si innaffi, non si può fare nulla contro il caldo intenso. Da giardiniere, è davvero frustrante». Per lei il problema va oltre la semplice esposizione: «Anche all'ombra, non si può fare nulla contro l'aria secca.»

Ha ancora senso piantare ortensi in giardino?

Nelle zone dal clima già molto caldo e arido, numerosi specialisti sconsigliano ormai gli ortensi classici. Al sud, nelle pianure interne o nei giardini urbani fortemente impermeabilizzati, le ondate di calore ripetute hanno fatto perdere fino al 70% delle piante ad alcuni professionisti del settore, nonostante irrigazioni abbondanti e costanti.

Il quadro rimane più sfumato nelle regioni umide. Sulla fascia atlantica o negli angoli ombreggiati esposti a nord, un ortensia piantato in terreno profondo, arricchito di compost e ben pacciamato può ancora resistere. La pianta non è quindi condannata ovunque, ma diventa sempre più esigente in termini di acqua e cure, offrendo al contempo scarsi benefici per la biodiversità.

Piante alternative e ortensi più resistenti al calore

Per evitare delusioni, molti esperti invitano a puntare su alternative più sobrie nell'uso dell'acqua. Lavande, salvia, agapanto, perovskie, sedum, verbene e graminacee ornamentali tollerano molto meglio la siccità e nutrono in misura maggiore gli impollinatori.

Sul fronte degli arbusti, un ceanoto o un piccolo eucalipto ben radicato resistono più facilmente alle estati secche. Gli appassionati che non vogliono rinunciare del tutto agli ortensi possono scegliere specie più tolleranti, come gli ortensi paniculati o quelli a foglia di quercia, oppure proteggere le piante esistenti con una pacciamatura spessa, irrigazioni in profondità e un'ombreggiatura temporanea durante i picchi di calore.

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