Questo giardino d’artista dove si scolpisce la natura svela un semplice segreto che può trasformare il tuo

Scolpire la natura: dentro il giardino di un artista

Si apre un cancello, si lascia la strada, e in un istante il giardino cambia completamente significato. In certi artisti, non è più un semplice angolo di verde: diventa uno spazio in cui ogni pianta, ogni sedia, ogni ombra rappresenta un gesto creativo. L'artista non si limita a raffigurare la natura — la compone, la modella, la mette in scena.

Dal "piccolo Giverny" del Berry firmato da Kmill al giardino scultoreo di Susan a Vancouver, passando per i giardini straordinari di Max Sauze e Ulrich Rückriem, il giardino d'artista si afferma come un'opera a tutti gli effetti. Vi si leggono deviazioni rispetto al classico schema dei lottizzamenti, nuove modalità per scolpire la natura. Vale la pena capire come questi creatori trasformino pochi metri quadrati in un'opera vivente.

Quando il giardino d'artista diventa atelier all'aperto

A Montoire, nel Loir-et-Cher, Kmill installa il suo cavalletto dal maggio 2022 in un giardino traboccante di peonie, iris e calle. "I miei quadri ne raccontano la poesia", ha dichiarato al quotidiano locale, parlando di questo luogo che lei stessa chiama il suo "piccolo Giverny". Dice di inseguire lì "ciò di cui si vuole conservare il ricordo intatto", con un pennello capace di cogliere "la bellezza e l'anima dei fiori".

Per questa autodidatta che si avvicina agli 78 anni, "ho imparato sviluppando la fiducia in me stessa e insegnando agli altri". Questo dialogo continuo con il giardino alimenta ogni tela. Nel Loiret, il giardino dell'artista Patrick Subias viene descritto come il riflesso della sua sensibilità, un luogo in cui pittura e piantumazioni si rispondono reciprocamente. Anche in Canada, l'autrice del sito Garden Therapy racconta quanto queste visite nutrano la creatività: "Le visite ai giardini sono strumenti meravigliosi per trovare ispirazione per il proprio". L'atelier trabocca all'esterno, il giardino entra nelle opere, e il confine tra natura e creazione si fa sempre più sottile.

Comporre lo spazio: scolpire la natura con bosso, siepi e luce

Da Susan, a Hudson House, il prato logoro sul davanti della casa ha ceduto il posto a un giardino di bosso intrecciato — un knot garden dalle piccole siepi geometriche che non richiedono più alcuna tosatura. Tra questi volumi modellati, un sentiero si insinua, tappezzato di timo strisciante e lithodora, fiancheggiato da carpini piantati nella ghiaia.

Siamo lontani dallo schema prato-aiuola. Questo disegno geometrico richiama le ricerche di Ulrich Rückriem, scultore che ha concepito il proprio giardino come un'estensione delle sue opere, con un prato incorniciato da siepi di carpino e un frutteto ben strutturato. Sul retro della casa, Susan lascia invece libero sfogo alla fantasia. Lei stessa riassume questo rigoglio: "A seconda del tempo, il mio giardino sul retro dovrebbe avere diverse rose in fiore, ortensie, fuchsie, phlox, borragine, caprifoglio, clematidi, salvia e molte piante amanti dell'ombra, in particolare felci e tappezzanti. Vi si mescolano anche erbe aromatiche, lamponi e alcune verdure."

Sedie multicolori intorno a un tavolo, un piccolo laghetto, un capanno: ogni angolo diventa una vignetta. Il giardino di Max Sauze a Éguilles, 950 m² classificati "Jardin remarquable", gioca la stessa carta: un centinaio di opere in metallo, legno, cemento o carta si inseriscono in una vegetazione densa e in continua evoluzione.

Integrare l'arte nel giardino: sculture, oggetti e piccoli gesti creativi

Nel giardino di Susan, lo sguardo viene subito catturato dalle sculture in ferro battuto realizzate da suo figlio. All'ingresso, un busto umano sormontato da un cavolo Romanesco dà immediatamente il tono: la natura diventa acconciatura, motivo, materia. Più avanti, una figura in equilibrio sulle mani si trova perfettamente inquadrata in fondo a un pergolato di legno appuntito, come all'interno di un dipinto.

Questo modo di collocare l'opera sull'asse di un sentiero, di rivelarla dietro una curva, ricorda il giardino di Ulrich Rückriem, dove il contesto ambientale acquista talvolta più importanza della scultura stessa. La dimensione intima non è mai lontana. L'autrice di Garden Therapy confida: "Quest'inverno incoraggio davvero tutti a ritagliarsi uno spazio tutto per sé. Il giardino mi ha sempre permesso di restare con i piedi per terra nei momenti più stressanti."

Kmill, dal canto suo, lascia letteralmente passare la luce nelle sue tele come nella sua vita, al punto che la pittura continua a "trasportarla", secondo quanto riporta il quotidiano locale. Libri come Mon jardin d'artiste: musique, couleur et sculpture avec les plantes propongono addirittura di dipingere con le verdure, di fare musica con i fiori o di far crescere una capanna vivente, affinché ognuno — bambino o adulto — possa inventare ogni giorno il proprio giardino d'artista.

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