Giardino: dal 16 marzo, questo gesto comune con le siepi diventa illegale e può costare fino a 150 000 €

Dal 16 marzo potare le siepi può diventare un reato

Ogni anno, con i primi tepori di metà marzo, milioni di italiani rimettono mano al giardino. Forbici e tagliasiepi alla mano, ripetono operazioni talmente abituali da non rifletterci più. Eppure, a partire dal 16 marzo, anche un semplice gesto di manutenzione ordinaria può trasformarsi in un illecito, con sanzioni che superano di gran lunga il costo di qualsiasi attrezzatura da giardinaggio.

Il problema riguarda la potatura delle siepi, simbolo per eccellenza del giardino curato. Nella stagione primaverile, queste barriere vegetali diventano rifugi fondamentali per gli uccelli selvatici che iniziano a nidificare. La potatura nel momento sbagliato può distruggere nidi, uova e piccoli in pochissimi minuti. Le leggi a tutela della fauna selvatica si sono fatte più severe, e le conseguenze economiche possono essere davvero sorprendenti.

Cosa succede nelle siepi tra marzo e agosto

Dalla metà di marzo fino alla fine dell'estate, numerose specie di uccelli scelgono proprio le siepi per costruire i propri nidi, deporre le uova e allevare i piccoli al riparo dai predatori. Queste strutture vegetali offrono cibo, nascondigli e protezione dal vento, rendendosi indispensabili per la sopravvivenza di molte specie.

Quando un tagliasiepi interviene in questo periodo, le conseguenze possono essere devastanti: uova e uccellini cadono a terra oppure l'intero riparo viene distrutto nel giro di pochi minuti. Per limitare questi danni, le autorità hanno adottato misure specifiche. La Politica Agricola Comune vieta agli agricoltori che ricevono contributi europei di potare siepi e alberi tra il 16 marzo e il 15 agosto. Un altro provvedimento fondamentale blocca questi lavori addirittura dal 1° aprile al 30 luglio, salvo rare deroghe locali.

Cosa prevede la legge per agricoltori e privati cittadini

I privati cittadini non sono esclusi da queste disposizioni. In diverse province, prefetti e sindaci hanno emanato ordinanze che vietano la potatura delle siepi dopo il 16 marzo, spesso fino al 15 agosto. In alcune zone, chi interviene sulle proprie siepi durante questa finestra temporale rischia una multa fino a 750 euro, anche nel caso di un semplice giardino privato.

Quando la potatura provoca la distruzione di un nido o di una specie protetta, le sanzioni aumentano drasticamente. La normativa vigente punisce la distruzione di nidi o uova di uccelli selvatici con ammende fino a 15 000 euro. Nei casi più gravi, le disposizioni del codice ambientale in materia di danneggiamento di specie animali non domestiche e distruzione del loro habitat prevedono fino a tre anni di reclusione e una sanzione pecuniaria fino a 150 000 euro.

Come evitare la multa dal 16 marzo continuando a curare il giardino

Per non incorrere in spiacevoli conseguenze, ogni giardiniere dovrebbe verificare con anticipo la normativa valida nel proprio comune prima di tirare fuori gli attrezzi. Il primo passo è consultare il sito del comune o della prefettura locale, oppure contattare direttamente l'ufficio urbanistica o ambiente per individuare eventuali ordinanze sulle siepi.

Dal punto di vista pratico, la soluzione più efficace è programmare le potature più importanti in autunno o in inverno, mantenendo grande cautela dalla metà di marzo fino alla fine di agosto. Prima di ogni intervento, è sufficiente ispezionare attentamente la siepe per accertarsi che non siano presenti nidi. Se degli uccelli si sono già insediati, conviene rimandare la potatura e concentrarsi su altre attività in giardino, come l'orto, le aiuole fiorite o il diserbo.

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