Tassa “piscina” 2026: cosa fare subito per evitare di pagarla questa estate

Tassa "piscina": le pratiche burocratiche per costruire

D'estate, durante le ondate di caldo intenso o nel bel mezzo delle vacanze, non c'è niente di meglio che immergersi nella propria piscina privata. Un lusso rinfrescante, certo, ma che ha un prezzo nascosto: l'installazione di una piscina comporta un aumento immediato — e spesso salato — della tassa fondiaria. Sommato ai costi di costruzione, il totale può risultare proibitivo per molte famiglie. Esistono però modi perfettamente legali per ridurre o azzerare questa spesa.

Prima di procedere con l'installazione di una piscina fuori terra, è generalmente necessario presentare una dichiarazione preliminare di lavori presso il proprio Comune. Se la piscina rimane installata più di tre mesi all'anno e la sua superficie è compresa tra 10 m² e 100 m², la dichiarazione comunale diventa obbligatoria. Questa procedura consente alle autorità locali di verificare che il progetto rispetti le norme urbanistiche e le disposizioni di sicurezza vigenti.

È fondamentale informarsi sulle eventuali specificità delle regole urbanistiche locali, che possono prevedere condizioni particolari a seconda del territorio. Si raccomanda quindi di contattare l'ufficio urbanistica del proprio Comune per ottenere informazioni aggiornate e precise prima di avviare qualsiasi lavoro.

A quanto ammonta la tassa "piscina" nel 2026

Qualsiasi piscina — interrata, seminterrata o fuori terra — è soggetta a tassazione nel momento in cui non può essere spostata senza essere smantellata. Il calcolo di questa imposta, che rientra sia nella tassa fondiaria che nella tassa di urbanizzazione, si basa sulla superficie della piscina moltiplicata per un valore forfettario, a sua volta moltiplicato per le aliquote stabilite dal Comune e dal Dipartimento.

Per il 2026, il valore forfettario di riferimento passa da 886 € per m² a 914 € per m². Quanto al valore forfettario specifico per le piscine, è stato invece rivisto al ribasso: scende a 251 € per m² rispetto ai 262 € del 2025, segnando una riduzione del 4,2%, in linea con l'indice del costo delle costruzioni calcolato dall'istituto nazionale di statistica.

Come evitare di pagare la tassa "piscina" nel 2026

Esistono alcune strategie del tutto lecite che permettono di ridurre sensibilmente o addirittura azzerare questa tassa. Ecco le principali:

  • Costruire una piscina inferiore a 10 m², le cosiddette "mini-piscine", una soluzione sempre più diffusa e apprezzata per chi ha spazi ridotti.
  • Optare per una piscina rimovibile, che possa essere smontata e spostata alla fine della stagione estiva, evitando così i requisiti di permanenza.
  • Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, compilare il modulo equivalente alla dichiarazione 6704 IL per richiedere un'esenzione totale o parziale valida per due anni consecutivi.
  • Informarsi presso il proprio Comune, poiché alcune amministrazioni locali riconoscono una riduzione parziale o totale della tassa per chi ha usufruito di un prestito a tasso zero.

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