Perché la fioritura del glicine si ferma spesso dopo la primavera
In primavera il pergolato si trasforma all'improvviso in una cascata di lunghi grappoli viola, poi nel giro di poche settimane tutto svanisce. Molti giardinieri hanno la sensazione che il loro glicine metta in scena uno spettacolo lampo per poi sparire. Eppure questa rampicante è capace di offrire una vera fioritura estiva, quasi continua, a patto di darle ciò di cui ha bisogno.
In condizioni normali il glicine fiorisce soprattutto tra aprile e giugno, con un eventuale secondo passaggio a fine estate per le piante ben radicate. Questo "bonus" non ha nulla di misterioso: si basa su due gesti molto semplici, da mettere in pratica fin da subito, che orientano la pianta verso i fiori anziché verso le foglie.
Il motivo per cui la fioritura si interrompe dopo la primavera
Prima di agire, vale la pena capire come funziona il glicine. Questa liana tende a produrre soprattutto legno e foglie, a scapito dei bottoni fiorali. Gli esperti di Gardeners World lo spiegano chiaramente: "Il glicine è una pianta vorace. Somministrate ogni mese un fertilizzante ricco di potassio durante la stagione di crescita per incoraggiare la comparsa di più fiori", come riportato dal Daily Express.
Un altro aspetto fondamentale riguarda i vasi: un glicine coltivato in contenitore esaurisce le proprie riserve molto rapidamente, mentre in piena terra le radici possono spingersi più lontano. Quando la pianta scarseggia di nutrimento adatto o non viene potata, privilegia il fogliame. Al contrario, una concimazione mirata abbinata a una potatura estiva ben eseguita può innescare ripetute fioriture fino a fine stagione.
Primo gesto: nutrire il glicine con un fertilizzante ricco di potassio
In pratica si tratta di alimentare la pianta con un fertilizzante ricco di potassio, soprattutto tra la primavera e la metà dell'estate. Per un glicine in vaso, la Royal Horticultural Society consiglia un concime liquido per pomodori o per piante da fiore, da aggiungere regolarmente all'acqua di irrigazione. Su terreni sabbiosi poveri di potassio, un apporto di solfato di potassio a 20 g per metro quadrato aiuta ulteriormente la fioritura.
In piena terra è sufficiente un fertilizzante completo di tipo organico, come il classico miscuglio di sangue, pesce e ossa o un prodotto equivalente, rispettando sempre le dosi indicate. L'obiettivo è apportare soprattutto potassio, non azoto: i fertilizzanti per prati o quelli orientati alla crescita fogliare producono una vegetazione spettacolare ma pochi grappoli, mentre il potassio stimola direttamente la messa a fiore.
Secondo gesto: la potatura estiva per rilanciare la fioritura del glicine
Il secondo intervento si compie con il secatore. Una volta esaurita la prima ondata di grappoli, tra luglio e agosto a seconda delle zone, il glicine produce lunghi germogli flessibili e molto frondosi. Eliminarli completamente sarebbe un errore. Il gesto giusto consiste nel raccorciarli per trasformarli in brevi rami fioriferi, più vicini al legno vecchio dove si formano i bottoni.
Le indicazioni sono semplici: dopo la fioritura si potano i giovani germogli verdi dell'anno lasciando cinque o sei foglie, in modo da favorire la penetrazione di luce e aria. "Limitare la crescita vegetativa e favorire brevi rami fioriferi darà più fiori", ha sottolineato la Royal Horticultural Society. Nei periodi di siccità, un'innaffiatura profonda una volta a settimana completa questo duo potatura-concimazione per sostenere la fioritura fino a fine stagione.












