Perché conservare le spugne da cucina per il giardino questa primavera
Mentre i garden center si riempiono di piantine e sacchi di terriccio, un oggetto molto più discreto potrebbe trasformare la vostra primavera nell'orto: le spugne da piatti. In Francia vengono gettate circa 1,6 miliardi di spugne ogni anno, ovvero quasi 52 per famiglia, eppure conservano un reale potenziale per il giardino.
Con le primavere sempre più siccitose e l'irrigazione che diventa complicata, molti giardinieri cercano soluzioni semplici per mantenere i vasi umidi senza sprecare acqua. Una volta pulite a fondo, queste vecchie spugne trovano una seconda vita nei vasi, nelle semine e persino nel compost, a patto di seguire alcune regole fondamentali.
Il segreto delle spugne usate: una piccola riserva d'acqua nel vaso
Una spugna, soprattutto quando è ancora integra ma ormai troppo consumata per la cucina, si comporta come una piccola riserva d'acqua. Posizionata sul fondo di un vaso o di una fioriera, assorbe l'acqua dell'irrigazione e la rilascia gradualmente nel terriccio. Le piante rimangono idratate più a lungo e gli annaffiamenti possono essere distanziati, il che è particolarmente utile su un balcone esposto al sole o durante i periodi di caldo intenso.
Un altro vantaggio: posizionata sotto un vaso, la spugna raccoglie l'eccesso d'acqua nel sottovaso e riduce il rischio di marciume radicale. Per le giovani piantine, questa umidità più costante crea un ambiente favorevole, soprattutto per i semenzali delicati che soffrono rapidamente in caso di siccità improvvisa.
Come usare le vecchie spugne nei vasi, nelle semine e contro il gelo
Prima di tutto è necessario igienizzare la spugna: un bagno in acqua bollente, un passaggio rapido nel microonde ben inumidita oppure un ammollo nell'aceto bianco seguito da un abbondante risciacquo. Non deve restare alcuna traccia di detersivo per piatti né residui alimentari, soprattutto in prossimità delle verdure. Tagliata e posata sul fondo del vaso prima del terriccio, svolge la stessa funzione delle palline di argilla espansa.
Per le semine, alcuni giardinieri tagliano la spugna a cubetti, appoggiano un seme su ciascun cubetto umido e travasano la piantina quando raggiunge circa 7 cm di altezza. Nelle notti più fredde, pezzi di spugna disposti attorno al colletto delle piante sensibili formano un leggero cuscinetto isolante contro le gelate leggere. Una spugna umida posata in superficie prima di una breve assenza mantiene anche il terreno fresco più a lungo. Se la spugna diventa nera, emette cattivi odori o ammuffisce, è il momento di rimuoverla.
Spugne naturali, compost e errori da non commettere
Le spugne 100% vegetali, come quelle di luffa o di cellulosa, possono essere aggiunte al compost: tagliate a pezzi, apportano materiali "bruni" e trattengono l'umidità in mezzo ai materiali "verdi" ricchi di azoto. I modelli sintetici invece vanno riservati al fondo dei vasi o sotto i sottovasi e non devono essere interrati, per evitare la dispersione di microplastiche nel suolo.
L'esperto di giardinaggio Richard King, direttore presso Dino Decking, approfondisce il tema: "Con l'arrivo della primavera, con le giornate più lunghe e le temperature più miti, i giardinieri vedranno prosperare le loro compostiere e per chi inizia adesso è il momento giusto per dedicarsi al riciclo." Aggiunge inoltre: "Le compostiere fanno benissimo al suolo, forniscono alle piante nutrienti ricchi e rappresentano un bel modo per restituire qualcosa alla natura. Compostando questi materiali spesso trascurati, si riducono i rifiuti arricchendo allo stesso tempo il terreno con sostanze nutritive variegate."
King è ancora più preciso riguardo alle spugne: "Invece di buttare le vecchie spugne, potete tagliarle e aggiungerle al compost. A condizione che siano realizzate con materiali naturali come luffa o cellulosa, sono ideali per bilanciare i materiali ricchi di azoto e per assorbire l'acqua mantenendo il compost ben umido per l'attività microbica." Conclude con un avvertimento importante: "Le spugne sintetiche da cucina, invece, non devono mai essere compostate perché possono introdurre tossine nel compost."












