A New York, questo giardino sopraelevato resta in fiore per tutto l’inverno: il dettaglio da copiare subito nel tuo giardino

Un'idea nata dal freddo di febbraio

A febbraio, Victoria osserva il suo minuscolo spazio esterno a New York: cassette gelate, vasi vuoti, nessun colore. La città sembra addormentata. Eppure, a poca distanza, l'Orto Botanico di New York mostra aiuole in fiore nonostante il gelo. È proprio quella visione a ispirarle l'idea di un giardino sopraelevato invernale, compatto ma di grande effetto.

Questo immenso parco di 100 ettari nel Bronx vive un inverno molto simile a quello di molte regioni italiane. Sotto gli alberi spogli, le ellebore aprono le loro corolle. "Adoro le fioriture dai toni smorzati delle ellebore: neri, rossi profondi, verdi", spiega Colin Kirk, responsabile dei giardini esterni dell'Orto Botanico di New York. "Se si accetta di tagliare il fogliame dell'anno precedente prima della fioritura, l'effetto è ancora migliore, soprattutto quando si piantano in massa." È esattamente questa scena che Victoria vuole ricreare, a misura del suo spazio.

Perché Victoria ha scelto un giardino sopraelevato a New York

Il suo problema principale: impossibile piantare direttamente nel terreno su quella superficie cementata, compatta e spesso gelata. Il giardino sopraelevato diventa la soluzione ideale. In una cassa di legno, il suolo drena meglio, rimane leggero e si riscalda più rapidamente, permettendole di coltivare piante delicate nonostante i limiti tipici di un contesto urbano.

Sceglie una cassetta rettangolare abbastanza ampia da ospitare qualche arbusto. Le guide al giardinaggio in altura consigliano generalmente un'altezza compresa tra settanta e cento centimetri e una larghezza tra sessanta e centoventi centimetri per garantire una facile accessibilità. Sul fondo, uno strato di rami e foglie, seguito da buona terra, compost ben maturo e terriccio fine, crea un substrato ricco ma drenante.

Luce e profumi: il progetto del giardino sopraelevato di Victoria

In fondo alla cassetta, Victoria pianta un amamelide. "Con l'amamelide si lavora con la luce", spiega Gerardo Loayza, fondatore di Bacqyard. "I petali sono sottili e raggrinziti, il che li rende straordinari quando vengono illuminati di controluce. Cerco di posizionarli a ovest di una proprietà, dove il sole basso del tardo pomeriggio invernale filtra attraverso i rami. Si ha l'impressione che l'intero arbusto stia brillando." Victoria orienta quindi il suo giardino sopraelevato verso ovest.

Sul lato aggiunge un'edgeworthia e una sarcococca. "Sono letteralmente ossessionato da questa pianta per l'interesse invernale che offre. Ha un aspetto quasi architettonico, come una scultura", confida Loayza. "Il segreto è piantarla davanti a uno sfondo scuro, come una siepe verde scuro o una recinzione dipinta di grigio antracite. Quei boccioli argentati e quei fiori gialli risaltano davvero contro una parete scura." Riguardo alla sarcococca, insiste: "Non sprecate questa pianta in fondo al giardino. Tutto si gioca sul profumo. Dico sempre ai miei clienti di piantarla vicino all'ingresso o lungo il percorso principale. Volete che quella intensa fragranza di vaniglia vi avvolga non appena uscite di casa." Victoria sistema quindi la sua cassetta proprio accanto alla porta.

Bucaneve ed ellebore: un inverno vivo nel giardino sopraelevato

"I Galanthus sono molto più di delicati fiorellini: sono vere meraviglie della natura", sottolinea l'orticoltrice Peggy Anne Montgomery. "A differenza della maggior parte delle piante che si ritraggono di fronte al freddo, i bucaneve lo abbracciano. Producono calore attraverso la termogenesi, fanno sciogliere la neve intorno a sé ed emergono persino quando il terreno è ancora coperto di bianco."

I bucaneve sono piccoli bulbi da piantare in autunno, rustici dalla zona 3 alla 7. Crescono al sole o a mezzombra in un terreno ben drenato, raggiungendo appena i quindici-venticinque centimetri di altezza. Si moltiplicano rapidamente e offrono uno spettacolo sempre più suggestivo di anno in anno. Nella cassetta di Victoria, si naturalizzano con facilità, trasformando ogni inverno in una piccola celebrazione della vita.

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