“In aprile, non ti scoprire”: perché il meteo ci fa passare dalla maglietta al cappotto in questo periodo

Un pomeriggio a 24 °C in terrazza, poi il giorno dopo il parabrezza ghiacciato

Immagina di sederti fuori in maglietta con un caldo quasi estivo, e poi ritrovarti la mattina seguente a cercare disperatamente la sciarpa in fondo all'armadio. Molti lo vivono ogni anno ad aprile, ripetendosi quel vecchio detto: "In aprile, non ti scoprire". A prima vista, con il clima che si scalda sempre di più, questo consiglio sembra appartenere a un'altra epoca.

Eppure i climatologi descrivono aprile come un mese di transizione particolarmente instabile, in cui le masse d'aria fredda provenienti da nord si scontrano con spinte quasi estive. I meteorologi parlano di oscillazioni di temperatura che possono raggiungere i 10-15 °C nell'arco di poche ore. Un motivo in più per non liquidare troppo in fretta questo proverbio, soprattutto se si ha un orto o si è sensibili ai raffreddori primaverili.

Un proverbio antico tra gelate tardive e riscaldamento climatico

Alle origini, questo detto contadino invitava a non riporre troppo presto cappotti e berretti, perché il rischio di gelate minacciava i germogli dei frutteti e dei vigneti. Le gelate in pianura restano possibili fino ai Santi del ghiaccio, attorno all'11-13 maggio. In alcune zone interne della Francia, come la Dordogna, la Creuse e la Corrèze, si registrano ancora notti con temperature negative in questo periodo.

Al tempo stesso, il riscaldamento climatico ha reso aprile molto più mite rispetto al passato. Negli ultimi trent'anni, questo mese si è riscaldato di circa 1,4 °C in media in Francia, contro 0,9 °C per maggio. Il servizio europeo Copernicus ha classificato diversi aprili recenti tra i più caldi mai registrati sul pianeta; nel 2020, la Francia ha registrato un'anomalia vicina ai 3 °C in eccesso rispetto alla norma.

Aprile, mese di contrasti tra caldo e aria polare

Questi sbalzi non avvengono solo da un giorno all'altro: a volte si verificano nell'arco di poche ore. Alla stazione di Mérignac, vicino a Bordeaux, il 2 aprile 1938 fu registrata un'escursione termica superiore a 23 °C: si partì da 2,2 °C all'alba per arrivare a 25,3 °C nel pomeriggio. A Pau, l'effetto föhn fece salire il termometro da 5,5 °C la mattina fino a 24,4 °C nel pomeriggio, nell'aprile del 2009.

Questi episodi estremi non appartengono solo al passato. Dopo un marzo mite nel 2021, Bordeaux ha vissuto tra il 5 e l'8 aprile un brusco calo, con quasi -1 °C nella notte tra il 6 e il 7. Tra il 1° e il 3 aprile 2022, Limoges è scesa fino a -6 °C e Pau a -4 °C, livelli inediti dal 1947. Episodi che dimostrano quanto questo mese possa ancora sorprendere.

Perché il detto "In aprile non ti scoprire" resta un ottimo consiglio

Un aprile mediamente più caldo non significa affatto la scomparsa delle gelate tardive. Il numero medio di giorni di gelo è passato da circa 42 negli anni '70 a 35 agli inizi degli anni 2000, e le proiezioni per il 2050 prevedono un'ulteriore riduzione, ma senza eliminare del tutto queste notti fredde che colgono di sorpresa sia le persone che le piante.

Gli agricoltori lo osservano ogni anno: gli inverni più miti fanno germogliare prima viti e alberi da frutto, rendendo ogni ondata di freddo primaverile ancora più devastante per i germogli. Che si tratti della vita quotidiana o dell'orto di casa, il proverbio mantiene tutto il suo valore. Alcuni accorgimenti semplici aiutano a rispettarlo senza rinunciare ai piaceri del tepore ritrovato:

  • indossare uno strato caldo la mattina presto e la sera;
  • controllare la temperatura minima prevista prima di portare fuori le piante delicate;
  • tenere a portata di mano tessuti non tessuti o campane di protezione per riparare i germogli giovani in caso di gelata improvvisa.

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