Questa mora nera, star fruitata dell’Oregon, conquista tutti i giardinieri: come piantarla a casa tua

Marionberry: una mora ibrida da conoscere prima di piantarla

La chiamano la star fruitata dell'Oregon, eppure in Italia quasi nessuno la conosce. La marionberry è una mora ibrida dalle bacche allungate, quasi nere, che ha tutto ciò che serve per conquistare i giardinieri: profumo intenso, consistenza morbida e raccolti abbondanti una volta che la pianta è ben radicata.

Dietro questo nome un po' misterioso si nasconde un rovo vigoroso, con lunghi fusti flessibili che necessitano di un sostegno. Richiede sole, un terreno ben preparato e qualche intervento di potatura preciso, ma niente di impossibile per un giardiniere alle prime armi. La vera domanda è come piantare e coltivare questa mora fuori dall'ordinario nel proprio giardino.

Marionberry: cosa sapere prima di piantarla

Dal punto di vista botanico, la marionberry è classificata come Rubus x 'Marion'. Questo cultivar fu creato nel 1948 presso l'Oregon State University dal ricercatore George Waldo e reso disponibile al pubblico nel 1956. Nasce dall'incrocio tra due altri ibridi di mora, Chehalem e Olallie, a loro volta derivati dalla mora selvatica nordamericana Rubus ursinus, dalla mora dell'Himalaya R. armeniacus e da una piccola componente di lampone rosso R. idaeus. Gli abitanti dell'Oregon la soprannominano affettuosamente "il cabernet delle more".

Dal punto di vista genetico, la marionberry contiene circa il 44% di R. ursinus, il 25% di R. armeniacus e il 6% di lampone rosso. È una pianta perenne con canne striscianti capaci di raggiungere i 6 metri di lunghezza, rimanendo alte appena 30 cm senza supporto. Si adatta alle zone di rusticità USDA da 6 a 9 e impiega in media due anni prima di entrare davvero in produzione. Le bacche si formano esclusivamente sulle canne del secondo anno, chiamate floricanes, mentre quelle dell'anno in corso, dette primocanes, preparano il raccolto della stagione successiva.

Come preparare il terreno, scegliere il posto e piantare le marionberry

Per coltivare le marionberry con successo, la scelta del posto è fondamentale. La pianta predilige il pieno sole, dove fruttifica al meglio, anche se una leggera mezz'ombra è tollerata con raccolti più contenuti. Si adatta a terreni leggermente sabbiosi o leggermente argillosi, purché drenino bene. L'ideale è un suolo fertile, ben lavorato, con un pH leggermente acido compreso tra 5,6 e 6,5. Se il pH è troppo elevato, si consiglia di correggere il terreno l'anno precedente alla piantagione aggiungendo zolfo elementare per riportarlo nel range ottimale.

Le canne di marionberry si piantano preferibilmente in primavera, fuori dal periodo di gelo, a radice nuda o in vaso. Distanziate le piante di circa 1,20 metri l'una dall'altra. Scavate una buca più larga dell'apparato radicale, sistemate le radici senza piegarle e ricoprite con terra lasciando il punto di giunzione canne-radici a circa 2-3 cm sotto la superficie. Annaffiate abbondantemente. In vaso, scegliete un contenitore capiente di almeno 75 litri con buoni fori di drenaggio e un substrato ricco di materia organica.

  • Scegliere una posizione molto soleggiata e riparata dai venti dominanti.
  • Preparare un terreno soffice, arricchito con compost e ben drenante, con pH leggermente acido.
  • Installare fin dalla piantagione un sistema di supporto per guidare le canne.

Come curare, potare e raccogliere le marionberry per ottenere raccolti abbondanti

Le giovani canne devono mantenersi costantemente umide, senza però ristagni d'acqua. Una volta che la pianta è stabilita, l'obiettivo è fornire circa 2,5-4 cm di acqua a settimana, in base al clima e alla natura del suolo. Irrigare alla base, tramite goccia a goccia o tubo poroso, riduce il rischio di malattie. Una pacciamatura intorno alla base aiuta a mantenere l'umidità e a contenere le erbe infestanti, lasciando un piccolo spazio attorno alle canne per evitare marciumi. Prima di fertilizzare, è sempre utile analizzare il terreno: nella maggior parte dei casi, un apporto annuale moderato di azoto, ad esempio attraverso farina di piume, è sufficiente per mantenere canne vigorose.

La marionberry produce poche canne ma molto lunghe, fino a 6 metri, ed è quindi indispensabile un traliccio di supporto. Due fili orizzontali a circa 90 cm e 1,80 m di altezza, tesi tra pali o lungo una recinzione, sono più che sufficienti. In inverno, conservate cinque primocanes robuste per pianta, eliminate le altre al livello del suolo, poi accorciate quelle tenute a circa 1,80 m e i loro rami laterali a 60 cm. Dopo il raccolto estivo, rimuovete completamente le floricanes che hanno già fruttificato.

I problemi principali vengono dagli uccelli, dai caprioli e da malattie come il virus calico trasmesso da nematodi del genere Xiphinema, o da funghi responsabili della cellula secca, della macchia purpurea e della macchia fogliare da settoria. La prevenzione si basa sull'acquisto di piante certificate sane, un buon palissaggio, un fogliame ben arieggiato e, se necessario, trattamenti a base di rame o Bacillus subtilis. I frutti sono pronti quando diventano quasi neri con una leggera opacità e si staccano facilmente ruotandoli delicatamente. Si conservano qualche giorno in frigorifero oppure si congelano per averne a disposizione durante tutto l'anno.

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