Un pomodoro da collezione che non troverai mai sullo scaffale
Assente dai banchi della frutta e verdura, rarissimo persino nei mercati contadini, il pomodoro 'Berkeley Tie Dye' affascina e fa venire l'acquolina in bocca a chiunque ami il giardinaggio. La sua buccia rosso scuro striata di verde metallico nasconde una polpa marmorizzata di rosso, rosa, giallo e verde, dal sapore intenso e leggermente speziato. Ma per portare queste fette spettacolari in tavola, bisogna affrontare una coltivazione un po' più impegnativa rispetto a un pomodoro comune.
Non lo vedrai al supermercato. Non lo troverai nemmeno nella maggior parte dei mercati agricoli locali. Si tratta di una varietà antica a crescita indeterminata, a impollinazione libera, che richiede un terreno ricco, un'irrigazione costante e qualche attenzione in più per evitare spaccature e marciume apicale. In cambio, si rivela produttiva e sorprendentemente adattabile a climi molto diversi tra loro.
La varietà 'Berkeley Tie Dye': uno spettacolo autentico in giardino
Il 'Berkeley Tie Dye' (Solanum lycopersicum) è un grosso pomodoro di tipo beefsteak, a portamento compatto nonostante la crescita indeterminata: raggiunge tra 1,2 e 1,8 m di altezza per 0,6-0,9 m di larghezza. I frutti, che pesano generalmente tra 230 e 340 g, maturano in 68-80 giorni dal trapianto. La buccia rosso cupo, le striature verde metallizzato e la polpa marmorizzata — diversa da un frutto all'altro — ne fanno un vero esemplare da collezione.
Sul fronte del gusto, il profilo non delude affatto: grande dolcezza, acidità vivace e una nota speziata che molti degustatori paragonano a quella dei migliori pomodorini ciliegia, ma in formato gigante. Essendo una varietà open-pollinated, è possibile conservare i propri semi di anno in anno. Tollera un'ampia gamma di climi, purché la stagione sia sufficientemente calda e luminosa. I pomodori richiedono quante più ore di sole diretto possibile, con un minimo assoluto di sei ore al giorno.
Come piantare il 'Berkeley Tie Dye': semina, trapianto e messa a dimora
Il successo di questa varietà si costruisce già nelle prime fasi. La semina va effettuata in ambiente riscaldato circa sei settimane prima dell'ultima gelata prevista, in un substrato leggero, interrando i semi a una profondità di 5-10 mm. La germinazione avviene molto rapidamente quando il substrato viene mantenuto tra 24 e 29 °C. Non appena compaiono le prime foglie vere, ogni plantina va trapiantata in un vaso individuale, interrando leggermente il fusto per favorire lo sviluppo radicale.
Prima di portare le piante all'aperto definitivamente, è fondamentale abituarle gradualmente all'esterno nell'arco di una settimana. Il trapianto in piena terra può avvenire solo quando il suolo ha raggiunto almeno 16 °C e le notti restano sopra i 10 °C, perché un terreno freddo blocca la crescita dei pomodori e il recupero richiede molto tempo. Le piante vanno distanziate di circa 60 cm l'una dall'altra, installando subito un tutore robusto o una gabbia di sostegno. In vaso, sono necessari almeno 20 litri di substrato ricco e ben drenante, con un pH compreso tra 6,0 e 6,8.
Cura e manutenzione: irrigazione, calcio e malattie da tenere d'occhio
Come molte varietà antiche, il 'Berkeley Tie Dye' reagisce male alle irregolarità nell'irrigazione. Innaffiature discontinue provocano la spaccatura dei frutti: il pomodoro si spacca se il terreno si asciuga eccessivamente e viene poi imbevuto d'acqua. Il marciume apicale, invece, deriva da un problema di assorbimento del calcio direttamente collegato a questo stress idrico. Le conchiglie di lumaca, composte per oltre il 95% da carbonato di calcio, possono rivelarsi un ottimo ammendante a lento rilascio, da utilizzare in ragione di circa 150 g per m² sui terreni acidi.
Queste conchiglie vanno prima sciacquate, poi fatte asciugare e infine triturate grossolanamente prima di essere incorporate nei primi centimetri del suolo oppure sul fondo dei vasi, evitando i terreni già calcarei. Un concime equilibrato alla messa a dimora, seguito da uno più ricco di fosforo e potassio nelle fasi successive, insieme alla rimozione delle foglie basse e a una buona areazione della pianta, aiuta a limitare peronospora, afidi e bruchi.












