Presto una patente per avere un cane in Italia? L’esempio radicale di Vienna contro gli abbandoni

Cani abbandonati: un problema che non accenna a diminuire

Ogni anno in Francia, migliaia di cani pagano il prezzo di adozioni impulsive e poco ragionate. I rifugi sono al collasso, gli abbandoni raggiungono cifre record e il modello della città di Vienna propone una risposta concreta e radicale: una licenza obbligatoria per chiunque voglia possedere un cane.

Il bilancio pubblicato nel gennaio 2026 dalla Société Protectrice des Animaux (SPA) è impietoso: 11.586 cani sono stati accolti nei rifugi nel corso del 2025. Dietro ogni numero si nasconde un animale abbandonato, spesso disorientato e talvolta traumatizzato. Un dato che racconta chiaramente la pressione enorme che grava su strutture già sature.

A prima vista, sembra emergere un segnale positivo: si registra un calo del 3% rispetto agli animali accolti nel 2024. Ma questa riduzione è ingannevole. La stessa SPA parla di un miglioramento «di facciata», dovuto principalmente alla chiusura temporanea di alcuni rifugi. Meno posti disponibili significa semplicemente meno animali registrati, non meno animali in difficoltà. Sul territorio, la sofferenza reale non arretra affatto.

La patente per cani: la Francia è pronta per il modello viennese?

E se anche altri paesi seguissero l'esempio di Vienna? Mentre molti stati europei faticano ancora a garantire il rispetto di obblighi basilari — come l'identificazione sistematica degli animali o la loro registrazione negli archivi nazionali — l'Austria ha scelto tutt'altra strada. Il paese alpino impone un quadro normativo rigido: identificazione elettronica obbligatoria a partire dai tre mesi di età, una tassa annuale e controlli rafforzati.

Nella capitale austriaca, la legislazione è ancora più severa. Adottare un cane non è una decisione che si prende d'impulso. I futuri proprietari devono superare un vero e proprio esame teorico, preceduto da un corso di formazione obbligatorio, per ottenere la patente. In questo modo dimostrano concretamente di essere in grado di prendersi cura del loro animale — ben oltre il semplice certificato di impegno richiesto altrove. A completare il quadro, è prevista una polizza assicurativa per la responsabilità civile di almeno 725.000 euro.

Capire il proprio cane: il cuore della formazione

Il corso ha una durata di quattro ore e un costo di 40 euro, ed è tenuto da esperti accreditati. Durante la formazione, i futuri padroni imparano a leggere il linguaggio corporeo del cane, a riconoscere i segnali di stress e a comprendere i bisogni sociali dell'animale. Un passaggio fondamentale che previene gli errori di educazione e le adozioni avventate, mettendo le basi per un rapporto equilibrato ancora prima che il cane entri in casa.

Il programma didattico affronta anche temi pratici come l'alimentazione, le cure veterinarie e le tecniche di rinforzo positivo. Non mancano i riferimenti agli obblighi legali, tra cui la tassa canina e le norme sulla pulizia urbana. Questo certificato di competenza garantisce che ogni nuovo proprietario conosca davvero le responsabilità concrete legate alla gestione di un cane — offrendo agli animali una possibilità concreta di vivere una vita serena e stabile.

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