Quando il giardino diventa un ostacolo per i ricci
Un fruscio tra le foglie, un piccolo grugnito rasoterra: dietro questi suoni si nasconde spesso un visitatore silenzioso, il riccio. Molti giardinieri sognano di incontrarlo, senza rendersi conto che il modo in cui tagliano l'erba, potano le siepi e recintano il terreno ne determina la presenza. Eppure trasformare un giardino comune in un santuario per ricci è alla portata di chiunque.
Il riccio europeo, piccolo mammifero insettivoro, è un prezioso alleato contro lumache, chiocciole e coleotteri. Tuttavia le sue popolazioni sono in calo a causa del traffico, dei prodotti chimici e dei giardini troppo "ordinati". Si tratta di una specie protetta dalla Convenzione di Berna e da diverse normative ambientali: non può essere catturato né tenuto in cattività. L'obiettivo è quindi offrirgli un ambiente accogliente, senza addomesticarlo.
Perché un giardino ospitale per i ricci è un vantaggio
In un giardino vivo, il riccio svolge il ruolo di guardiano discreto. Si nutre di lumache, lombrichi e larve di insetti — lo si nota dalle sue feci nere, cilindriche, lunghe circa 1-2 cm, piene di frammenti brillanti di elitre. Segue dei veri e propri "corridoi" tra l'erba bassa, lascia impronte a cinque dita nel terreno morbido e può percorrere anche quasi 4 km in una sola notte di caccia. Senza una rete di giardini collegati tra loro, non riesce semplicemente a completare il suo circuito notturno.
A lungo considerato un "messaggero della natura", questo piccolo animale notturno mantiene ancora oggi l'immagine di protettore del giardino. Ma le nostre abitudini lo mettono a dura prova: pesticidi, lumachicidi, diserbanti, vasche non messe in sicurezza, robot tagliaerba in funzione di notte e grandi pulizie primaverili cancellano i suoi rifugi. Fargli spazio significa tanto aiutare una specie in declino quanto ritrovare un giardino più ricco di vita.
Gli errori di giardinaggio che fanno scappare i ricci
Un prato tagliato molto basso e con frequenza eccessiva diventa un vero deserto ecologico. Il riccio, che si muove lentamente e caccia a terra, ha bisogno di una copertura vegetale per nascondersi dai predatori e trovare insetti, lumache e lombrichi. È preferibile adottare uno sfalcio "morbido": mantenere un'altezza dell'erba di 8-10 cm, distanziare i passaggi del tagliaerba ogni 15-20 giorni e lasciare alcune zone incolte sotto un albero o dietro una siepe.
- Tagliare l'erba meno frequentemente.
- Preservare qualche angolo con erba alta.
- Evitare le rasature totali su tutta la superficie del giardino.
Un'altra trappola comune sono le recinzioni continue e le reti metalliche a filo del suolo. I ricci dipendono dalla libera circolazione tra giardini, siepi e boschetti per nutrirsi e mettersi al riparo. Intrappolati in un giardino chiuso, possono morire di fame, di sete o essere facilmente catturati da un predatore. Per questo è fondamentale creare veri corridoi ecologici ricavando una o due aperture di 12-15 cm alla base delle recinzioni.
Lo stesso vale per i cumuli di vegetazione: foglie secche, rami e compost sono veri e propri alberghi per la fauna selvatica. Ogni anno alcuni ricci muoiono bruciati o tritati quando questi materiali vengono spostati senza prima verificarne il contenuto. E se avete un robot tagliaerba, deve restare fermo durante la notte, perché può ferire o uccidere un animale in giro per il giardino.
Cinque gesti semplici per trasformare il giardino in un santuario per ricci
Il primo gesto è accettare un po' di "disordine naturale". Un angolo di giardino lasciato selvatico, con un mucchio di foglie morte, rami, un vecchio tronco o un compost accessibile, è spesso sufficiente per offrire rifugio e nutrimento. Questi ripari servono da nascondiglio di giorno, ma anche da sito di ibernazione in inverno, da cui il riccio riemerge in primavera. Si può aggiungere una casetta semplice — ad esempio una cassa di legno rovesciata con un'apertura di 12-15 cm — riempita di foglie secche e sistemata in un posto tranquillo, sotto una siepe.
Il secondo elemento chiave è offrire cibo senza veleni. Rinunciando ai prodotti fitosanitari, al diserbo chimico e ai granuli lumachicidi, si permette il ritorno di lombrichi, insetti e lumache che costituiscono il menù del riccio. Il terzo punto fondamentale è l'acqua: posizionare una ciotola pesante e poco profonda, riempita ogni giorno, può salvargli la vita durante i periodi di siccità. È anche prudente mettere in sicurezza stagni, vasche e piscine con una tavola ruvida che funzioni da rampa d'uscita.
Il quarto gesto è aprire il giardino verso quelli dei vicini, creando piccole aperture di 12-15 cm nelle recinzioni per formare una rete di rifugi collegati. Infine, il quinto punto riguarda i casi di emergenza: se trovate un riccio ferito o attivo e immobile in pieno giorno, la cosa giusta da fare è contattare un centro di recupero per la fauna selvatica o un'associazione ambientalista, senza dargli latte né pane, che gli sono dannosi.












