Quando tirare fuori le forbici senza sbagliare
Con l'avvicinarsi della primavera 2026, moltissimi giardinieri si ritrovano con lo stesso dubbio: quando è il momento giusto per potare senza compromettere la fioritura imminente? Un taglio fatto troppo presto, specialmente a marzo, può eliminare i boccioli già formati. Monty Don, volto amatissimo della BBC e del programma Gardeners' World, ricorda che la maggior parte degli errori di potatura dipende dal calendario, non dalla tecnica.
In un articolo ripreso dalla stampa britannica nel marzo 2026, Don ha condiviso una filastrocca semplicissima di sei parole diventata virale: Flowers before June, do not prune, ovvero "Se fiorisce prima di giugno, non potare." Sul suo blog precisa: "La vecchia rima 'se fiorisce prima di giugno, non potare' ti salverà dalla maggior parte dei guai." Una frase dall'apparenza infantile che nasconde una logica orticola solidissima.
La regola dei sei parole di Monty Don per la potatura nel 2026
Questa regola serve innanzitutto a distinguere gli arbusti che fioriscono sul legno dell'anno precedente da quelli che invece sbocciano sul legno dell'anno corrente. Molti arbusti primaverili formano i loro germogli già durante l'estate precedente: tagliarli a fine inverno equivale a eliminare i fiori della stagione.
Monty Don sottolinea che la potatura di fine inverno dovrebbe "incoraggiare una nuova crescita vigorosa che, a sua volta, produrrà una grande abbondanza di fiori." Secondo lui, la prima metà di marzo rimane "il momento migliore per potare tutti gli arbusti e i rampicanti" che fioriscono sul legno dell'anno, "in particolare le clematidi a fioritura tardiva, i rosai e i buddleja." Preferisce intervenire quando "comincia a vedere comparire i nuovi germogli", invitando però a "resistere alla tentazione" se persiste il rischio di gelate.
Don afferma di avere "una sola regola da seguire": "tagliare sempre tornando a qualcosa di vivo." Raccomanda forbici bypass "estremamente affilate e sterilizzate" per evitare di "introdurre un'infezione che potrebbe uccidere la pianta."
Quali piante non potare prima di giugno secondo Monty Don
Questa rima riguarda soprattutto i grandi protagonisti della fioritura primaverile. Forsizia, lillà, filadelfo, weigela e amelanchier portano i loro fiori sui rami formati l'anno precedente, spesso già ricchi di boccioli ben gonfi a marzo. Podarli a fine inverno significa rinunciare allo spettacolo stagionale.
Il consiglio di Don è chiaro: aspettare e accorciarli soltanto dopo la fioritura, verso la fine della primavera. La regola si applica anche a numerose clematidi primaverili come Clematis montana, alpina e armandii, le cui cascate di fiori nascono sui tralci dell'anno precedente. Stesso discorso per molte ortensie a testa grande o a fiori piatti (Hydrangea macrophylla): i germogli fiorali sono già visibili in punta ai rami. Su queste piante, Don consiglia esclusivamente una pulizia leggera dei fiori appassiti, senza tagli drastici.
Le eccezioni da potare presto e come seguire i consigli di Monty Don
Per quanto riguarda i rosai, Monty Don vuole togliere ogni alone di mistero. "C'è molto mistero attorno alla potatura dei rosai, mentre in realtà sono tutti arbusti robusti", scrive, capaci di sopportare interventi anche decisi e di riprendersi senza problemi. Aggiunge però che "ci sono tre elementi da tenere a mente quando si potano i rosai."
I rosai moderni a grandi fiori, come gli ibridi di tè e i floribunda che fioriscono sui germogli dell'anno, "devono essere potati con decisione ogni primavera." Don precisa: "Io poto i miei in inverno e all'inizio della primavera." La stessa logica di potatura invernale vale per i buddleja, le clematidi a fioritura tardiva, i cornioli, i salici arbustivi e il sambuco ornamentale, coltivati proprio per la bellezza dei loro giovani rami colorati.












