Non è troppo tardi: come riportare in vita una pianta di pothos
Il vostro pothos stava troneggiando orgoglioso sullo scaffale, famoso per essere indistruttibile, poi una mattina: foglie molli, steli pendenti, vaso intriso d'acqua. Per una pianta considerata semplice e tollerante, vedere un pothos appassire fa venire il panico. In molti credono che quando questa liana tropicale comincia a dare segni di cedimento, non ci sia più nulla da fare. Eppure, finché rimane un po' di verde, il cosiddetto pothos del diavolo può riprendere vigore.
Originario delle foreste umide e ombreggiate, l'Epipremnum aureum sopporta bene la scarsa luce, i dimenticati annaffiature e qualche errore da principiante. Ma un eccesso d'acqua, un terriccio compatto o una prolungata mancanza di luce alla fine lo esauriscono: foglie gialle, steli che seccano, crescita bloccata. L'obiettivo non è strappare tutto, ma capire cosa non va e rimettere in moto la pianta. È lì che si gioca tutto.
Riconoscere un pothos che sta deperendo per intervenire in tempo
Un pothos che sta soffrendo manda segnali abbastanza chiari. Le foglie ingialliscono e cadono, spesso partendo dal basso. Il fogliame diventa molle, come sgualcito, oppure al contrario secco ai bordi. Il terriccio rimane umido per diversi giorni dopo l'annaffiatura, o si stacca dalla parete del vaso perché è talmente arido. Gli steli si allungano senza produrre nuove foglie, segnale di una seria carenza di luce.
Ogni sintomo rimanda a una causa precisa. Foglie gialle con terreno umido indicano spesso una marcitura delle radici legata a un eccesso d'acqua o a un vaso privo di fori di drenaggio. Foglie molli e terra molto secca tradiscono una prolungata mancanza di annaffiatura. Steli spogli che si protendono verso la finestra parlano di insufficiente luce indiretta. Macchie, sottili ragnatele o piccoli puntini in movimento segnalano invece cocciniglie o ragnetti rossi.
Salvare un pothos morente grazie alle radici e al rinvaso
Una volta formulata la diagnosi, bisogna alleggerire la pianta. Con un cesoio pulito, tagliate tutte le foglie e gli steli completamente secchi o anneriti, conservando ogni porzione ancora ben verde. Se notate macchie insolite, sottili ragnatele o insetti, pulite il fogliame con un panno umido e trattate con una soluzione di olio di neem o sapone insetticida. Quando la parte aerea è risanata, estraete delicatamente il pothos dal vaso.
Osservate le radici: le parti chiare e sode sono vive, mentre le radici marroni, molli o maleodoranti vanno eliminate. Conservate solo gli steli con radici sane, separandoli eventualmente in più piccoli mazzetti. Lasciate questi segmenti in una ciotola d'acqua per un'intera giornata per reidratarli bene, poi piantateli in un vaso con fori di drenaggio riempito di terriccio per piante d'appartamento mescolato a perlite o corteccia di orchidea, specialmente se la pianta aveva sofferto di eccesso d'acqua.
Prendersi cura di un pothos rinvigorito per evitare ricadute
Una volta rinvasato, collocate il vostro pothos in una stanza luminosa ma lontana dal sole diretto, vicino a una finestra schermata. Questa liana tollera una luce indiretta da debole a intensa; le varietà molto variegate richiedono un po' più di chiarità per mantenere i loro colori vivaci. Tenete la temperatura tra i 18 e i 29 °C ed evitate di scendere sotto i 10 °C. Annaffiate abbondantemente subito dopo il rinvaso, poi aspettate che la parte superiore del substrato si asciughi prima di ripetere l'operazione.
Nelle settimane successive, conteggiate in genere un'annaffiatura ogni una o due settimane in base al calore e alla luminosità, senza mai lasciare acqua ristagno nel sottovaso. Quando compaiono nuove foglie e la crescita riprende, potete, in primavera e in estate, somministrare una volta al mese un fertilizzante liquido equilibrato ben diluito. Se la pianta rimane debole ma conserva qualche stelo verde con nodi, fatene delle talee in acqua e poi rinvasatele per regalare una seconda vita al vostro pothos.












