Sono un addestratore di cani e queste 3 razze non varranno mai la soglia di casa mia (per un motivo molto semplice)

Cosa spinge davvero a rinunciare a certe razze di cani?

Lo sappiamo bene: scegliere un cane di una determinata razza è qualcosa di profondamente personale. Carattere, aspetto fisico, facilità di addestramento… i fattori che ci orientano verso una razza piuttosto che un'altra sono molteplici. E lo stesso vale per la decisione di escluderne alcune a priori.

Tra i criteri più comuni che portano a rinunciare a certe razze troviamo il comportamento, le dimensioni e le esigenze specifiche dell'animale. Alcune razze sono note per avere un carattere deciso e volitivo, oppure richiedono grandi quantità di esercizio fisico e stimolazione mentale, caratteristiche difficilmente compatibili con uno stile di vita sedentario. Altre, in particolare i cani di taglia grande, necessitano di spazi generosi e risultano complicati da gestire in un appartamento.

Anche le condizioni di salute e le cure necessarie incidono notevolmente sulle scelte dei futuri proprietari. Alcune razze sono predisposte a problemi respiratori e cardiaci che si traducono in spese veterinarie considerevoli. Ma cosa pensa di tutto questo un addestratore di fama riconosciuta?

Un addestratore rinuncia a queste razze: ecco perché

Will Atherton è un comportamentalista canino con una presenza molto seguita sui social: oltre 1 milione di iscritti su YouTube e 950.000 follower su TikTok. Attraverso i suoi contenuti, condivide consigli pratici e riflessioni basate sulla sua lunga esperienza con i cani, rivolgendosi sia ai proprietari alle prime armi che a quelli più esperti.

In un video recente, Atherton ha affrontato un tema particolarmente delicato — sorprendente soprattutto per chi, come lui, ha a che fare ogni giorno con ogni tipo di cane: le razze a cui ha scelto di rinunciare definitivamente. Una lista nata tanto dall'esperienza professionale quanto da quella personale.

La prima razza che l'addestratore esclude categoricamente è il Kangal, il cane pastore turco impiegato tradizionalmente nella protezione delle greggi. Atherton riconosce senza esitazioni che si tratta di "una delle razze più belle al mondo", ma sottolinea con altrettanta chiarezza che questo cane da lavoro non è portato per il gioco, né adatto alla vita familiare quotidiana.

Cani troppo difficili da gestire nella vita di tutti i giorni?

La seconda razza ad entrare nella lista è il Pastore del Caucaso, un nome che ricorre spesso nelle analisi di Will Atherton. Difficile da addestrare e potenzialmente pericoloso in presenza di bambini, questo cane viene definito "molto serio" dal comportamentalista: non esattamente il compagno ideale per momenti di svago e relax in famiglia.

A chiudere il podio è una scelta più sorprendente e personale: il Mastiff inglese. Atherton lo ha posseduto in passato e gli è rimasto nel cuore, ma oggi non se la sente di rivivere quell'esperienza. Il problema, spiega, non riguarda il carattere della razza — tutt'altro. Sono i gravi problemi di salute che affliggono questi cani a frenarlo. "Preferisco non correre ancora una volta questo rischio", conclude l'addestratore con una punta di malinconia.

Una lista che non vuole essere un giudizio assoluto su queste razze, ma una riflessione onesta e basata sull'esperienza diretta di chi i cani li conosce davvero a fondo.

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