Non alle 7, né alle 10: ecco a che ora si svegliano i ricci

Diciassette specie e migliaia di spine

Nel mondo esistono diciassette specie di ricci, distribuite tra Europa, Asia e Africa. Questi piccoli mammiferi sono riconoscibili per le loro spine difensive, ma ciò che davvero li distingue è la loro straordinaria capacità di adattamento. Che si trovino in steppe aride o in boschi temperati, condividono tutti uno stile di vita solitario. In Italia, come in tutta Europa, la specie più diffusa è il riccio europeo.

Con il suo corpo tozzo ricoperto di migliaia di spine brunastre, il muso aguzzo e gli occhietti vispi, questo animale è inconfondibile. Raggiunge circa 25 cm di lunghezza e quasi 1 kg di peso, mimetizzandosi con sorprendente facilità tra le zone ombreggiate dei giardini. Quando si muove tra le foglie secche, si sente spesso un leggero fruscio prima ancora di riuscire a vederlo. Per questo motivo, conoscere le sue abitudini notturne è fondamentale per poterlo osservare.

A che ora escono davvero i ricci?

I ricci sono grandi alleati dei giardinieri, ma anche compagni ideali per nottambuli e insonni. Questi mammiferi si attivano principalmente tra le 21 e la mezzanotte, per poi mostrare «un secondo picco di energia intorno alle 3 di notte». Questo ritmo in due fasi ottimizza la loro caccia a insetti e lumache. La durata delle loro uscite varia in base alla lunghezza della notte, allungandosi in autunno per accumulare le riserve necessarie al letargo invernale.

Il loro risveglio diventa più frequente non appena la temperatura raggiunge gli 8-10 °C, stimolando la ricerca di cibo. In quel periodo esplorano cumuli di compost e siepi, ambienti ricchi di invertebrati che offrono anche riparo naturale. Durante l'estate, le notti più brevi li costringono a concentrare la propria attività in finestre di tempo ridotte. Al contrario, se vedete un riccio muoversi di giorno, questo potrebbe essere il segnale che l'animale si trova in difficoltà.

Come aiutare un riccio in pericolo

Avvistare un riccio in pieno giorno non è una situazione normale: nella maggior parte dei casi indica un problema serio. Che sia ferito, debilitato dalla fame o malato, l'animale si espone alla luce solare solo per assoluta necessità. Se notate un esemplare immobile, disorientato o circondato da insetti, intervenire tempestivamente può fare la differenza per le sue possibilità di sopravvivenza.

Maneggiate il piccolo animale con la massima cautela, usando guanti resistenti o un panno spesso. Sistematelo poi in una scatola di cartone in un luogo tranquillo, aggiungendo una borsa dell'acqua calda avvolta in un panno per scongiurare il rischio di ipotermia. Infine, contattate un veterinario esperto in fauna selvatica o un centro di recupero animali per garantire a questa piccola creatura le cure più adeguate.

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