Picchiato per le sue origini siciliane a Torino: 26enne in ospedale con la mandibola fratturata

Un’aggressione a sfondo discriminatorio nel cuore di Torino

Una notte che doveva essere tranquilla si è trasformata in un incubo. Torino, tra domenica 24 e lunedì 25 maggio: un ragazzo di 26 anni viene brutalmente pestato da un gruppo di giovani nelle vicinanze del Campus Einaudi. Il motivo scatenante, secondo il racconto della vittima, sarebbero stati insulti di natura discriminatoria legati alla sua provenienza siciliana.

Le conseguenze fisiche si sono rivelate ben più gravi di quanto sembrasse inizialmente: il giovane ha riportato una doppia frattura alla mandibola, che ha reso necessario un intervento chirurgico. I carabinieri della compagnia Oltre Dora hanno aperto le indagini per risalire agli aggressori.

Chi è la vittima

Il ragazzo è originario della provincia di Agrigento. Si era trasferito a Torino circa otto mesi prima dell’aggressione per ragioni lavorative, avendo trovato impiego presso un istituto bancario del capoluogo piemontese. In tasca aveva una laurea in Economia conseguita all’Università di Palermo.

Dopo l’episodio, ha sporto formale querela alle autorità competenti, fornendo la propria versione dei fatti e avviando così l’iter giudiziario.

Come è iniziato tutto: la richiesta di indicazioni

Quella sera il 26enne stava passeggiando in compagnia di un’amica dopo aver trascorso del tempo in un locale della zona universitaria. I due si trovavano in via Reggio e stavano cercando di raggiungere via Catania quando hanno fermato un gruppo di tre ragazzi ventenni per chiedere indicazioni stradali.

Alla domanda su dove abitasse o da dove venisse, il giovane ha risposto di essere siciliano. Da quel momento, secondo la ricostruzione, sarebbero immediatamente partiti insulti nei confronti dei meridionali.

Il tentativo di stemperare la tensione

La vittima ha provato a disinnescare la situazione con ironia, facendo notare come numerose famiglie torinesi abbiano radici proprio nel Sud Italia. Un argomento ragionevole, ma che non ha sortito alcun effetto. La tensione invece di calmarsi è ulteriormente escalata.

Il pestaggio e i soccorsi

In pochissimo tempo la discussione è degenerata in violenza fisica. Il 26enne è stato colpito con schiaffi, pugni e calci, fino a cadere a terra privo di sensi. Un’aggressione rapida e brutale che non gli ha lasciato scampo.

A intervenire per primi sono stati alcuni addetti alla sicurezza di un locale nelle immediate vicinanze, che hanno prestato i primi soccorsi e contattato i servizi di emergenza. Sul posto sono giunti sia i carabinieri che il personale sanitario del 118 di Azienda Zero.

Trasportato in ambulanza all’ospedale Maria Vittoria, il ragazzo ha ricevuto le prime cure: i medici gli hanno applicato otto punti di sutura alla testa. Una volta stabilizzato, è stato dimesso e ha fatto rientro a casa.

La scoperta della frattura: la situazione era più grave

Nei giorni successivi, però, i dolori al viso non accennavano a diminuire. Cinque giorni dopo il pestaggio, il giovane si è recato all’ospedale Molinette per sottoporsi ad accertamenti più approfonditi. I risultati erano tutt’altro che rassicuranti.

Le lastre hanno evidenziato una doppia frattura della mandibola, una lesione decisamente più seria rispetto a quanto diagnosticato nelle prime ore. Si è reso così necessario un intervento chirurgico, rendendo ancora più evidente la gravità di quanto subito quella notte.

Le indagini dei carabinieri

I militari della compagnia Oltre Dora stanno lavorando per identificare i tre giovani responsabili dell’aggressione. La querela sporta dalla vittima costituisce il punto di partenza delle indagini, che puntano a ricostruire con precisione la dinamica degli eventi e a dare un nome e un volto agli aggressori.

Il caso riaccende inevitabilmente il dibattito sul fenomeno del razzismo verso i meridionali, una forma di discriminazione che in Italia tende spesso a essere sottovalutata, ma che — come dimostra questo episodio — può sfociare in conseguenze fisiche gravissime.

Torna in alto