Perché i grandi olmi sono scomparsi dai villaggi francesi: questo flagello silenzioso colpisce ancora vicino a te

Quegli alberi maestosi che non ci sono più

Nelle vecchie cartoline d'epoca, un enorme olmo proiettava la sua ombra sulla piazza del paese, sulle panchine, a volte persino sul monumento ai caduti. Tornando oggi in quegli stessi villaggi, si trovano spesso tigli, platani oppure… niente di niente. Il grande olmo adulto è praticamente svanito dal paesaggio francese nel giro di pochi decenni.

Questa scomparsa degli olmi in Francia risulta ancora più sconcertante se si considera che giovani polloni continuano a spuntare tra siepi e terreni incolti. Se i "giovani" sono ancora presenti, perché i giganti sono spariti? La risposta sta in una malattia temuta dai forestali: la grafiosi dell'olmo.

Dall'albero simbolo del villaggio a un lontano ricordo

Per secoli, l'olmo campestre ha scandito la vita rurale: albero da ombra nelle piazze, filari lungo le strade, siepi nelle campagne, confini naturali tra i campi. Insieme all'olmo montano in quota e all'olmo liscio lungo i grandi corsi d'acqua, queste tre specie potevano vivere per centinaia di anni, rappresentando veri e propri pilastri del paesaggio.

A partire dalla metà del Novecento, molti filari hanno cominciato a deperire, venendo poi abbattuti per ragioni di sicurezza. Nelle campagne, le siepi hanno conservato ceppi vivi, ma quasi nessun tronco massiccio è sopravvissuto. Questo crollo drastico non ha nulla a che fare con il naturale invecchiamento degli alberi: corrisponde a due grandi ondate di grafiosi.

La grafiosi dell'olmo: la malattia che ha decimato gli alberi adulti

La grafiosi è causata da funghi microscopici, inizialmente Ophiostoma ulmi e poi soprattutto Ophiostoma novo-ulmi, molto più aggressivo. Questi organismi colonizzano i vasi che trasportano la linfa, un po' come se dei sassolini ostruissero progressivamente i tubi di una rete idrica. Le foglie appassiscono in piena estate, ingialliscono, intere branche si seccano e l'albero può morire nel giro di uno o tre anni.

Questi funghi si diffondono grazie a minuscoli coleotteri, i scolitidi dell'olmo, che scavano gallerie sotto la corteccia. Nutrendosi su un ramo contaminato, si caricano di spore e le iniettano nel successivo albero che colonizzano. Dopo una prima epidemia partita dal Belgio e dai Paesi Bassi nel 1919, una seconda ondata raggiunse l'Europa negli anni Settanta attraverso legname importato dal Nord America, causando la morte della grande maggioranza degli olmi adulti nell'Europa occidentale. Non esiste alcun trattamento curativo su larga scala.

Potremo mai rivedere grandi olmi in Francia?

Se i polloni di olmo continuano a crescere nelle siepi, è perché le radici e i ceppi rimangono vivi sotto terra. I giovani tronchi crescono rapidamente, ma non appena raggiungono un certo diametro, attirano gli scolitidi e spesso soccombono entro i dieci o vent'anni. Il paesaggio rimane così bloccato in una fase "adolescenziale", priva di alberi vecchi con cavità, a scapito di specie associate come la farfalla Thécla dell'olmo.

Per restituire un ruolo a quest'albero, ricercatori e vivaisti hanno selezionato olmi resistenti, come i cloni 'Lutèce', 'Vada' o la gamma Resista, utilizzati in ambito urbano e in alcuni giardini. Un programma nazionale conserva inoltre 441 cloni di olmi indigeni e monitora popolazioni naturali per mantenere un serbatoio di diversità genetica. In un giardino privato, è ancora possibile piantare un olmo proveniente da questi ceppi resistenti e, soprattutto, evitare di spostare legno di olmi malati, per limitare nuovi contagi.

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