Lumache nell’orto: il metodo naturale di Monty Don per salvare le piantine senza granuli blu

Monty Don spiega come liberarsi delle lumache in giardino senza prodotti chimici

Insalate rase al suolo, hosta crivellati di buchi, scie argentate sui selciati… Quando le lumache si risvegliano in primavera, molti giardinieri credono di avere una sola via d'uscita: ricorrere ai granuli anti-lumaca. Il famoso giardiniere britannico Monty Don, volto notissimo della televisione d'oltremanica, rifiuta però categoricamente questi prodotti, ritenendoli una vera minaccia per la fauna del giardino.

Il problema è tutt'altro che trascurabile. Una singola lumaca può deporre fino a 300 uova tra agosto e ottobre, che si schiudono già a partire da 5 °C. Le densità di popolazione superiori a 250.000 esemplari per acro sono assolutamente comuni. Di fronte a questi numeri, Monty Don propone una strategia alternativa: contenere gli attacchi in modo intelligente e proteggere le piantine giovani senza ricorrere alla chimica aggressiva.

Perché Monty Don considera le lumache un problema da contenere, non da eliminare

Il primo passo, secondo lui, è cambiare prospettiva. Monty Don ha dichiarato che "lumache e chiocciole sono considerate il nemico pubblico numero uno del giardiniere, ma sono eccellenti nel riciclare i rifiuti vegetali, e non distinguono tra una foglia caduta e un tenero germoglio." In altre parole, l'obiettivo è limitare i danni, non sterminare completamente questi animali.

Ricorda inoltre che le lumache vivono principalmente sottoterra e prediligono condizioni umide, mentre le chiocciole si muovono in superficie e amano angoli bui e ripari come vecchi muri di mattoni o siepi compatte. "Ciò che si vede è in realtà una piccola percentuale dell'intera popolazione." Combatterle con metaldeide o carbammati significa soprattutto avvelenare uccelli, ricci e animali domestici.

L'angolo senza lumache di Monty Don: cassone freddo, piantine e ispezioni mattutine

La sua arma principale è sorprendentemente semplice: creare un angolo protetto dove le piante più delicate possano crescere al sicuro. Monty Don consiglia un piccolo cassone freddo compatto o un tavolo da coltivazione sopraelevato, posizionato su una superficie liscia e, se possibile, circondato da strisce di rame. In questo spazio si raccolgono lattughe giovani, dalie, cosmos, hosta e semenzali di ortaggi, finché non diventano abbastanza robusti da reggere il resto dell'orto.

In questo avamposto, il monitoraggio diventa molto più semplice. L'esperta Theresa Rooney consiglia di ispezionare il giardino molto presto al mattino, perché bisogna intervenire prima che il problema si moltiplichi: le lumache possono deporre migliaia di uova e una popolazione fuori controllo diventa rapidamente ingestibile. Un altro trucco utile è posizionare tavole di legno o fogli di giornale umidi nelle vicinanze: le lumache vi si nascondono di notte, e all'alba basta sollevare il supporto per raccoglierle a mano, senza disturbare il resto del giardino.

Suolo vivo e predatori naturali: la vera barriera anti-lumaca secondo Monty Don

Per ridurre l'attrattiva delle piante nei confronti delle lumache, Monty Don punta tutto sul modo in cui si nutre il terreno. Il suo consiglio è chiaro: "Non concimare le piante più del necessario e nutrire sempre il suolo, non la pianta." Questo evita quella crescita tenera e succosa che le lumache adorano particolarmente. Far crescere le piante in modo "duro", senza viziarle con cambiamenti bruschi di temperatura o di coltivazione, le rende molto meno appetibili. Compost regolare, irrigazione mattutina alla base e attenzione ai pacciami spessi su terreni pesanti sono elementi fondamentali di questa filosofia.

L'ultimo pilastro della strategia è l'alleanza con i predatori naturali. Il giardino di Monty Don ospita tordi, rane, rospi, coleotteri, centopiedi, toporagni e una manciata di ricci. Per lui, questo richiede "tanta copertura vegetale, il rifiuto dei prodotti chimici tossici come i granuli per lumache, e un certo grado di tolleranza per i danni collaterali." Un piccolo specchio d'acqua, un cumulo di legna o di pietre, siepi variegate, un angolo di prato lasciato più selvaggio e qualche barriera delicata come anelli di rame o trappole a birra posizionate lontano dalle colture completano questa strategia. Il risultato è un orto vivo e produttivo, senza granuli blu.

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