Muta di cicala sull'albero: pericolo o semplice curiosità?
Alzate gli occhi sul tronco di un albero e vi ritrovate davanti a un piccolo guscio color miele, aggrappato con le zampe, vuoto ma sorprendentemente integro. L'effetto è un po' straniante, come un insetto bloccato nel mezzo di una scalata. Viene spontaneo chiedersi: è il segnale di un'invasione, di una malattia dell'albero? Va rimosso subito? Prima di allarmarsi, vale la pena capire davvero cosa si ha davanti.
Quel piccolo calco rigido è in realtà una muta di cicala, ovvero l'esoscheletro che l'insetto abbandona quando emerge dal suolo e si trasforma in adulto alato. Negli anni in cui le cicale escono in massa, i tronchi possono essere letteralmente ricoperti di questi gusci. Non sono né sporchi né pericolosi per le persone, e tantomeno per l'albero. Anzi, questa scoperta insolita può diventare una risorsa gratuita per il vostro giardino.
Cosa rappresenta davvero una muta di cicala?
La muta di cicala, detta anche esuvia, è semplicemente la pelle dura che la larva abbandona arrampicandosi su una superficie verticale, spesso il tronco di un albero. L'insetto vivo è già andato via: rimane soltanto un involucro cavo, leggerissimo. Gli esperti sottolineano che le cicale non pungono, non mordono e non trasmettono malattie note all'essere umano. Il guscio vuoto non contiene veleno, parassiti né linfa sottratta all'albero.
Per l'albero stesso, questo guscio aggrappato con le unghiette non è altro che un peso irrisorio posato sulla corteccia. Non ostacola la circolazione della linfa e non crea alcuna ferita. I rari danni causati dalle cicale riguardano principalmente la deposizione delle uova delle femmine sui giovani rametti, non la presenza delle mute. In poche parole, che la lasciate al suo posto o la rimuoviate, questa piccola armatura non incide minimamente sulla salute del tronco.
Muta di cicala in giardino: cosa fare concretamente?
Quando ci si chiede cosa fare con le mute di cicala in giardino, la prima risposta è… non fare nulla. Se ne avete soltanto qualcuna, potete tranquillamente lasciarle dov'è. Col tempo si staccheranno da sole, cadranno ai piedi dell'albero e si decomporranno. Il loro guscio, ricco di azoto, nutre batteri e funghi del suolo, migliorando progressivamente la fertilità naturale del giardino.
Se l'aspetto visivo vi disturba, o se ne raccogliete a manciate intere dopo un'emergenza massiva, potete riciclarle in modo più attivo. Tre utilizzi pratici funzionano particolarmente bene con questi piccoli gusci leggeri:
- Interrarle in piccole buche, a qualche centimetro di profondità, alla base di alberi e arbusti.
- Distribuirle nelle aiuole prima di pacciamatura, per arricchire lo strato superficiale del suolo.
- Aggiungerle al compost come materiale verde ricco di azoto, mescolato a foglie secche o cartone.
Riciclare le mute di cicala: compost, pacciamatura e precauzioni
Nel compost, queste mute svolgono il ruolo di materiale verde ad alto contenuto di azoto, esattamente come l'erba fresca o i fondi di caffè. È sufficiente mescolarle a una buona quantità di materiali bruni secchi, come foglie morte o cippato di rami, per evitare cattivi odori. Decomponendosi, gli esoscheletri offrono un vero banchetto ai microrganismi, che trasformano il tutto in humus scuro e leggero, eccellente per gli ortaggi e le giovani piante.
Come pacciame, potete stendere un sottile strato di mute, intere o schiacciate, attorno ad arbusti e siepi prima di coprire con foglie o trucioli. Aiutano a trattenere l'umidità e completano l'apporto di nutrienti al terreno. L'unica vera precauzione: gettate nell'immondizia quelle che hanno sostato in una piscina clorata o su superfici trattate con prodotti chimici, poiché potrebbero aver assorbito sostanze nocive.












