Questo gesto di giardinaggio da evitare in aprile e maggio se volete vedere il vostro prato coprirsi di fiori

Un prato ricco di fiori inizia con una semplice pausa primaverile

Ogni primavera si ripete la stessa scena nei quartieri residenziali: tosaerba ronzanti, profumo d'erba tagliata, prati rasati come un campo da golf. Eppure, in qualche giardino vicino, l'erba cresce libera, le margherite si aprono, le farfalle tornano a volteggiare — e il proprietario sembra non fare praticamente nulla. La differenza tra questi due quadri si riduce a una sola incombenza che alcuni scelgono semplicemente di rimandare.

Botanici e associazioni naturaliste ricordano che trasformare un normale tappeto erboso in un prato ricco di fiori contribuisce a compensare la scomparsa di quasi il 97% dei prati fioriti nel Regno Unito dagli anni Trenta ad oggi. Nel frattempo, oltre l'80% delle piante coltivate in Europa dipende dagli impollinatori. I giardini privati diventano quindi rifugi fondamentali per la biodiversità — e tutto ruota attorno a un gesto che compiamo quasi automaticamente in aprile e maggio.

Perché smettere di tagliare l'erba in maggio cambia tutto

Nella maggior parte dei prati, i semi di margherite, tarassachi, veronice e trifoglio sono già presenti, nascosti tra i fili d'erba. Quando si mantiene il prato con precisione millimetrica, queste piante non hanno semplicemente il tempo di fiorire: tutto ciò che spunta viene tagliato di netto. Gli studi citati dagli esperti mostrano che una zona lasciata indisturbata in primavera può ospitare fino a tre volte più specie vegetali e insetti rispetto a un prato rasato.

Gli esperti della Royal Horticultural Society sintetizzano bene questo cambio di approccio. Per un prato convenzionale, spiegano, è necessario tagliare ogni due settimane o ogni settimana, a seconda della crescita. Per un prato fiorito o un prato di fiori selvatici, invece, bisogna lasciarlo non tagliato in primavera, così da offrire un sostegno prezioso agli impollinatori e una pausa gradita dalla falciatura. Questa interruzione, soprattutto a maggio, ha persino ispirato un movimento internazionale noto come No Mow May, ovvero il mese di maggio senza tosaerba.

No Mow May: come il maggio senza falciatura trasforma il prato

L'organizzazione britannica Plantlife ha lanciato nel 2019 la campagna del maggio senza falciatura per rispondere al crollo dei prati fioriti. L'idea è semplice: lasciare il tosaerba in garage per tutto il mese di maggio, in modo che i fiori già presenti possano crescere e nutrire gli insetti. Come ricordano gli stessi promotori della campagna, si tratta di uno dei modi più semplici per aiutare l'ambiente: basta permettere a fiori selvatici come margherite, tarassachi e trifogli di crescere liberamente, sostenendo api e farfalle. Anche piccole aree incolte finiscono per fare un'enorme differenza per la natura.

I risultati sul campo si vedono rapidamente. Già all'inizio della primavera, i tarassachi forniscono nettare e polline ad api domestiche, api selvatiche, bombi, sirfidi e farfalle. Come ha sottolineato l'organizzazione Wildlife Trust, alcuni di questi insetti sono impollinatori e costituiscono una fonte di cibo per gli uccelli, ricoprendo quindi un ruolo vitale nelle catene alimentari da cui dipende tutta la fauna selvatica. La Royal Horticultural Society evidenzia a sua volta che il tarassaco è ormai riconosciuto per i suoi numerosi benefici, tanto che la percezione dei giardinieri è cambiata: da erbaccia fastidiosa a pianta preziosa per la fauna.

Tarassachi, trifoglio, farfalle: organizzare un prato fiorito senza trascurare il giardino

Per passare all'azione, gli specialisti consigliano un calendario molto semplice tra aprile e giugno:

  • Ad aprile, uno o due tagli sono sufficienti, regolando la lama abbastanza in alto per evitare di "scalpare" il suolo.
  • A maggio, il tosaerba va riposto e si lascia tutto o parte del prato senza taglio, per permettere alle piante già presenti di fiorire liberamente.
  • A giugno, si riprende con una falciatura ogni due settimane circa, mantenendo un'altezza di taglio maggiore rispetto a prima.

Alcuni giardinieri aggiungono un po' di trifoglio bianco nano al prato: questa pianta tappezzante mantiene un aspetto ordinato, fiorisce per nutrire gli insetti, consuma fino a quattro volte meno acqua rispetto a un prato tradizionale e permette di distanziare le falciature, evitando ogni anno l'emissione di decine di chili di CO2 prodotti da un tosaerba a motore termico.

Rimane poi la questione dell'estetica e delle zone da tenere sotto controllo. Gli esperti consigliano di tollerare tarassachi e fiori selvatici negli angoli del prato, ai piedi delle siepi o vicino all'orto, mantenendo però vialetti ben tagliati e ordinati. La Royal Horticultural Society raccomanda di controllare la diffusione dei tarassachi eliminando i fiori appassiti e le giovani piante che superano i confini stabiliti: c'è quindi spazio, in quasi tutti i giardini, per questo prezioso fiore selvatico. È tuttavia possibile rimuovere quelli che crescono nei prati più curati o nelle aiuole molto coltivate.

L'attrice Alison Steadman riassume perfettamente lo spirito di questo movimento: «Uno dei miei animali preferiti è il riccio — e cosa c'è di meglio per farlo sentire il benvenuto di un'area rigogliosa di erba e fiori selvatici dove cacciare vermi e coleotteri? Spero davvero che vi unirete a me nel liberare il vostro prato e lasciare fiorire i tarassachi dorati quest'anno, per un tocco di colore meraviglioso.»

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