Allarme poligono del Giappone: la pianta invasiva che danneggia case e giardini
Un nuovo allarme sta facendo tremare i proprietari di casa nel Regno Unito: il poligono del Giappone, quella pianta capace di spaccare muri e pavimentazioni, torna a crescere con forza all'arrivo della bella stagione. Dopo un inverno segnato da inondazioni e terreni saturi d'acqua, autorità e compagnie assicurative invitano i privati a controllare con attenzione ciò che rispunta in fondo al giardino.
Il Met Office ha descritto un contesto meteorologico fuori dall'ordinario: la prima metà di dicembre è stata eccezionalmente piovosa in molte regioni, con alcune zone colpite da precipitazioni particolarmente abbondanti. Le alluvioni spostano frammenti di rizoma per chilometri, creando nuovi focolai con l'arrivo della primavera. E a preoccupare non è solo la diffusione della pianta, ma anche le regole che disciplinano la sua rimozione.
Come riconoscere il poligono del Giappone in giardino questa primavera
Molti proprietari non saprebbero nemmeno riconoscerla. Secondo i dati raccolti nel Regno Unito, solo il 26% dei proprietari o inquilini sa davvero cosa sia questa pianta, mentre il 18% dichiara di esserne già stato colpito. Il poligono del Giappone viene spesso scambiato per altre specie come la balsamina dell'Himalaya o la panace del Caucaso.
I segnali visivi, però, sono abbastanza caratteristici. Ecco cosa osservare:
- Fusti alti, cavi e nodosi con macchie viola, che ricordano il bambù
- Foglie verde brillante a forma di pala con una punta, disposte a zigzag lungo il fusto
- A fine estate, grappoli di piccoli fiori bianco crema
Gli esperti raccomandano di monitorare con particolare attenzione le rive dei corsi d'acqua, i fossati, i terreni rimaneggiati e i giardini vicini a zone recentemente allagate. Un frammento di rizoma di appena 1 centimetro è sufficiente a far rinascere una pianta intera.
Perché questa pianta è così pericolosa per le abitazioni
Sotto terra, i rizomi arancioni si spingono a oltre due metri di profondità e si estendono lateralmente per diversi metri. Sono in grado di sfruttare la minima microfessura in un muro, in un vialetto o in una lastra di cemento. In superficie, i fusti cavi avanzano di qualche metro ogni anno, fino a far cedere strutture che sembravano solide.
Un singolo frammento da appena 0,7 grammi è sufficiente a generare una nuova colonia dopo un'inondazione. Questo spiega la velocità con cui colonizza argini e giardini. Come ha sottolineato Jennifer Holmes di Environment Controls: "Le condizioni invernali stanno diventando sempre più una minaccia naturale, perché i venti forti e l'esondazione dei corsi d'acqua permettono alle piante invasive di diffondersi ben oltre il loro habitat locale."
Rimozione del poligono del Giappone: cosa è consentito e cosa è vietato dalla legge
Nel Regno Unito, il quadro normativo è chiaro. I proprietari non sono legalmente obbligati a rimuovere il poligono del Giappone, ma hanno la responsabilità di impedirne la diffusione verso le proprietà vicine. La pianta e i terreni contaminati sono classificati come rifiuti controllati ai sensi dell'Environmental Protection Act 1990: è quindi vietato smaltirli in modo abusivo o mescolarli con i rifiuti verdi ordinari.
I costi di rimozione professionale possono raggiungere in media 1.910 sterline, motivo per cui intervenire tempestivamente conviene. Sul fronte assicurativo, la polizza casa generalmente non copre i costi di rimozione della pianta in sé, ma potrebbe coprire i danni strutturali da essa causati, a seconda del contratto e delle misure adottate dal proprietario.
Le regole vigenti in Italia e in Europa
In Francia — e più in generale nell'Unione Europea — il poligono del Giappone figura nell'elenco delle specie esotiche invasive vietate. È proibito piantarla o trasportarla, con sanzioni che possono arrivare fino a 150.000 euro. Anche in Italia la specie è soggetta a restrizioni severe in quanto inclusa nella normativa europea sulle specie invasive.
Quando si procede alla rimozione, è fondamentale rispettare alcune regole pratiche:
- Non mettere mai i residui nel compost né nei contenitori per i rifiuti verdi
- Far essiccare fusti e rizomi prima di conferirli in un centro di raccolta specializzato
- Evitare qualsiasi spostamento di terra potenzialmente contaminata
Un ultimo aspetto da non sottovalutare riguarda le assicurazioni: dichiarare la presenza della pianta al momento della stipula della polizza è essenziale. Omettere questa informazione può portare al rifiuto di future richieste di risarcimento. Il poligono del Giappone non è una pianta che si sceglie di avere in giardino, ma una volta presente va gestita con la stessa attenzione riservata a una vera pratica burocratica.












