Il bambù dorato in giardino: una falsa buona idea per una siepe frangivista
In tutta Italia, il bambù è diventato la pianta del momento nei giardini di piccole dimensioni: cresce a ritmo vertiginoso, mantiene il fogliame tutto l'anno e garantisce una schermatura visiva pressoché immediata. Chi pensa di piantare il bambù in giardino immagina un'atmosfera zen, il fruscio rilassante delle canne al vento e i vicini finalmente nascosti alla vista. In teoria sembra perfetto, soprattutto quando si sceglie il celebre bambù dorato Phyllostachys aurea.
Dietro questa immagine idilliaca, però, si nasconde un rischio che molti proprietari scoprono soltanto a danni fatti. Il paesaggista Anthony Fournier ricorda che il bambù dorato è "nella maggior parte dei casi scelto per la sua velocità di crescita e la capacità di schermare garantendo al tempo stesso un effetto decorativo zen e rilassante. Resta comunque una pianta invasiva con un apparato radicale estremamente potente". E i problemi non sempre si manifestano dove ci si aspetterebbe.
All'inizio tutto procede speditamente: in due o tre anni la siepe nasconde finalmente la strada o la terrazza del vicino, il giardino acquista un aspetto rigoglioso e la casa sembra guadagnare una nuova cornice verde. Eppure Fournier osserva che molti privati si pentono di aver installato il bambù dorato, "spesso qualche anno dopo". Il sogno zen lascia così spazio a un vero grattacapo.
Alcuni giardinieri cercano di correre ai ripari installando una barriera anti-rizomi già al momento della messa a dimora. Tuttavia, anche i più prudenti a volte posizionano una protezione troppo superficiale o che affiora appena dal suolo. Fournier descrive situazioni in cui le persone hanno installato "una barriera anti-rizomi durante la piantagione, ma che a volte non è sufficientemente profonda o non sporge abbastanza al di sopra del livello del terreno". Quando i germogli spuntano lontano dal punto originale, "i problemi visibili iniziano proprio in quel momento, anche se in realtà sono cominciati nel momento in cui siete tornati a casa dal vivaio con quel bambù…"
Rizomi del bambù: un'invasione sotterranea dalle conseguenze costose
Sotto la superficie, i rizomi dei bambù stoloniferi possono estendersi per diversi metri, generalmente tra i 20 e i 40 cm di profondità, talvolta sfiorando il metro. La pressione che esercitano raggiunge diverse tonnellate per metro quadrato, sufficiente a spaccare una terrazza, destabilizzare una piscina o far spuntare nuovi germogli nel giardino del vicino.
Quando questi rizomi oltrepassano una recinzione, il conflitto di vicinato diventa quasi inevitabile. Una siepe che supera i 2 metri di altezza deve trovarsi ad almeno 2 metri dal confine di proprietà, il che rende le pareti di bambù spesso non conformi alle normative nei contesti residenziali. In alcune linee guida sulla vegetazione urbana, il bambù figura addirittura tra le specie ritenute troppo invasive per i giardini di piccole dimensioni.
Prima di piantare il bambù: le domande giuste e le alternative valide
Prima di prendere la vanga, è indispensabile chiedersi se si è disposti a scavare una trincea profonda dai 60 ai 100 cm attorno alla pianta, installare una barriera spessa, monitorare ogni anno i nuovi germogli e affrontare un eventuale estirpamento che può costare diverse migliaia di euro.
Per ottenere una siepe rapida senza brutte sorprese, è molto più saggio orientarsi verso arbusti come il salice rosmarino, la Photinia, l'Eleagnus o il Leyland. In alternativa, i bambù non stoloniferi Fargesia, coltivati a cespo o in grandi vasi, offrono l'effetto estetico desiderato senza i rischi di un'invasione incontrollata.












