Tagliare il prato: una fascia oraria spesso fuori dai limiti consentiti
Con il ritorno della bella stagione, i tosaerba tornano in azione in tutta Italia. Molti proprietari di casa approfittano delle ultime ore della giornata, tra le 20 e le 22, per curare il giardino, convinti di disturbare meno i vicini. Eppure questo orario, apparentemente comodo, è oggi sempre più sconsigliato. Normative, disturbi acustici e regolamenti locali trasformano la tosa serale in una scelta rischiosa.
È il primo aspetto, spesso poco conosciuto: gli orari per tagliare il prato sono regolamentati. Secondo le indicazioni delle ordinanze prefettizie e comunali, i lavori di giardinaggio rumorosi — come la tosa — sono generalmente consentiti nei giorni feriali fino alle 19:00 o alle 19:30 al massimo.
In pratica, questo significa che usare il tosaerba tra le 20 e le 22 esula spesso dalle fasce orarie permesse, a seconda del proprio comune. E attenzione: queste norme non sono mere formalità. Si basano sul Codice della salute pubblica, che vieta i rumori in grado di disturbare la quiete del vicinato.
Tagliare il prato: anche prima delle 22, il rumore può essere sanzionato
In molti credono che prima delle 22 tutto sia lecito. In realtà, non è così. Un rumore può essere considerato molesto a qualsiasi ora del giorno, se è ripetitivo, intenso o prolungato nel tempo.
Di conseguenza, anche alle 20:30 un tosaerba può essere percepito come una fonte di disturbo, soprattutto in primavera, quando le finestre sono aperte e i vicini si godono gli spazi esterni. In certi casi, questa situazione può configurarsi come un disturbo anomalo del vicinato, con possibili sanzioni a carico di chi lo provoca.
Aprile: un periodo particolarmente delicato per la tosa del prato
Se questa raccomandazione torna con insistenza in primavera, c'è una ragione precisa. Ad aprile le giornate si allungano, le temperature risalgono e le persone trascorrono molto più tempo all'aperto. La sera diventa un momento prezioso per rilassarsi in tranquillità. Tagliare il prato in queste ore aumenta quindi sensibilmente il rischio di creare disagio agli altri.
Inoltre, alcune amministrazioni comunali rafforzano proprio in questo periodo le norme sulle emissioni sonore, moltiplicando i richiami alla responsabilità individuale e alla convivenza civile.












