Aurore boreali, perché diventeranno (molto) rare a partire dal prossimo anno

Un fenomeno straordinario che sta per concludersi

Veli luminosi verdi, viola e magenta che ondeggiano nel cielo notturno: negli ultimi anni le aurore boreali hanno regalato uno spettacolo del tutto inaspettato anche alle nostre latitudini. Dalla Florida al Messico, passando per gran parte dell'Europa e persino la Francia, questo fenomeno solitamente riservato alle regioni polari ha sorpreso gli osservatori tra il 2024 e il 2026. Una visibilità così eccezionale si spiega con un'attività solare particolarmente intensa, legata al ciclo 25 del Sole. Eppure astronomi, agenzie spaziali e ricercatori avvertono: questa parentesi spettacolare si sta avviando verso la chiusura, con anni molto più tranquilli all'orizzonte.

Perché le aurore boreali sono state così frequenti

Il Sole segue un ritmo preciso, noto da secoli. «Il Sole attraversa diversi cicli di vita. In particolare, sperimenta un ciclo di attività che abbiamo osservato per la prima volta nel 1755», spiega Kader Amsif, responsabile del tema Sole presso il CNES. Questo ciclo ha una durata di circa undici anni. «Il ciclo solare di 11,2 anni è facilmente osservabile dalla Terra: durante i picchi, la superficie del Sole è costellata di numerose macchie scure, a causa del campo magnetico estremamente elevato all'interno della nostra stella», aggiunge l'esperto.

Durante queste fasi di intensa attività, il vento solare si trasforma in tempeste cariche di particelle. Quando queste ultime incontrano il campo magnetico terrestre, danno origine alle aurore. La NASA ha confermato che il massimo del ciclo solare attuale è stato raggiunto nell'ottobre 2024. «Durante il massimo solare, il numero di macchie solari — e di conseguenza la quantità di attività solare — aumenta», aveva precisato Jamie Favors, direttore del programma di meteorologia spaziale dell'agenzia americana. È proprio questa situazione a spiegare perché molti abitanti abbiano potuto ammirare queste luci danzanti direttamente dalla propria abitazione. Le perturbazioni magnetiche hanno permesso alle aurore di scendere molto più a sud rispetto alla loro zona abituale.

Dal 2027, aurore boreali sempre più rare

L'attuale periodo fortunato non durerà per sempre. Gli scienziati annunciano un progressivo declino dell'attività solare, che renderà le aurore molto meno frequenti nei prossimi anni. «Nel 2024, 2025 e 2026 siamo in pieno massimo solare. Al contrario, sappiamo già che a partire dal 2027 saremo su una traiettoria discendente e che gli anni 2028, 2029 e 2030 saranno molto più calmi», precisa Manon Jarry, dottoranda in astrofisica.

In questa fase più silenziosa, le aurore torneranno a essere visibili principalmente alle alte latitudini. «A volte, eruzioni solari o anomalie magnetiche perturbano il campo magnetico terrestre creando un'aurora più intensa — quindi una possibilità esiste sempre — ma durante il periodo calmo le aurore boreali saranno soprattutto alle alte latitudini», sottolinea Shauna Edson, educatrice di astronomia presso la Smithsonian Institution. L'imprevedibilità del fenomeno complica ulteriormente le previsioni. «Dobbiamo aspettare che si verifichi un'eruzione per sapere se produrrà aurore sulla Terra», ricorda Manon Jarry.

Osservare le aurore boreali prima del 2027: una finestra da non perdere

Per gli appassionati di astronomia e i viaggiatori affascinati dal Grand Nord, le prossime stagioni rappresentano un'occasione davvero preziosa. Gli specialisti del turismo polare consigliano di organizzarsi fin da subito. «Ci sarà un calo notevole nell'intensità delle tempeste aurorali, anche nell'Artico. C'è quindi la sensazione che il momento migliore per andarci sia… adesso», afferma Tom Kerss, capo aurora hunter per la compagnia norvegese Hurtigruten.

La fine del 2027 si profila come una scadenza chiave per approfittare di condizioni ancora favorevoli. Oltre quella data, l'osservazione resterà possibile ma richiederà di avvicinarsi al circolo polare, in destinazioni come la Norvegia, l'Islanda, la Lapponia o l'Alaska. In Europa, il periodo che va da settembre a marzo rimane il più indicato, quando le notti sono lunghe e buie. Anche gli equinozi d'autunno e di primavera offrono condizioni interessanti, poiché l'attività geomagnetica tende a essere più marcata in quei periodi.

Torna in alto