Un gesto comune che potrebbe ritorcersi contro di voi
In molti giardini, l'edera che risale lungo un tronco o si arrampica su una facciata viene eliminata quasi per riflesso condizionato. La si considera invasiva, pericolosa per gli alberi, responsabile di crepe nei muri e di intonaci distrutti. Rami strappati, cortecce scoperte, rivestimenti graffiati: la scena è fin troppo nota. Ma e se questo gesto apparentemente virtuoso fosse in realtà un vero errore di giardinaggio?
L'edera rampicante, l'Hedera helix, non è affatto una pianta parassita come il vischio. Le sue radici rimangono nel terreno, da cui attinge acqua e nutrimenti. I piccoli uncini con cui si aggrappa a tronchi e muri svolgono unicamente una funzione di ancoraggio. Gli specialisti dimostrano che un albero in buona salute non subisce alcuna perdita di vitalità. Strappando tutto, si elimina anche un prezioso alleato, spesso senza nemmeno rendersene conto.
Rimuovere l'edera dagli alberi: quando si fa più danno che beneficio
Su un tronco robusto, l'edera funziona come un mantello vegetale naturale. La sua copertura di foglie attenua il sole cocente, il freddo e la grandine, mantenendo allo stesso tempo un certo grado di umidità attorno alla corteccia. In giardino, funge inoltre da rifugio per numerosi uccelli, piccoli mammiferi e quasi 200 specie di insetti, mentre il suo tappeto al suolo limita l'erosione e trattiene l'umidità.
I problemi emergono soprattutto quando l'albero è già indebolito, molto vecchio oppure ancora giovane, come nel caso di un albero da frutto. In queste circostanze, l'edera può competere leggermente con i rami giovani per la luce, nascondere malattie o aggiungere peso alla chioma. Durante una tempesta, questo volume fogliare aumenta la resistenza al vento. In situazioni simili è preferibile contenerla, impedendole di raggiungere la sommità della chioma.
Sulle facciate, l'edera spesso protegge la casa
Su una facciata in buono stato, priva di crepe e con intonaco integro, l'edera non danneggia né la pietra né il rivestimento. I suoi uncini aderiscono alla superficie formando uno schermo protettivo contro la pioggia battente. Questo manto verde riduce anche le escursioni termiche: meno surriscaldamento in estate, minore dispersione di calore in inverno. Le foglie trattengono persino una parte delle polveri e delle particelle inquinanti presenti nell'aria.
La situazione cambia radicalmente se il muro è già compromesso. In corrispondenza di giunti friabili o microfessure, le radici aderenti si insinuano e ampliano le crepe sotto l'effetto del vento e dell'umidità. Su una casa vecchia e non ristrutturata, questo può accelerare le infiltrazioni d'acqua, allentare alcune pietre o ostruire le grondaie. Prima di lasciare che l'edera si arrampichi, è quindi indispensabile ispezionare — e se necessario riparare — la muratura.
Come gestire l'edera senza danneggiare alberi né facciate
Per decidere se rimuovere l'edera, occorre prima valutare lo stato del supporto. Albero vigoroso, tronco ben radicato, rami solidi: si può tenere l'edera potandola ogni due o tre anni, in modo che non invada la chioma. Albero inclinato, rami spezzati, pianta da frutto o soggetto giovane: è meglio alleggerirla in modo significativo. Sulle pareti vale la stessa logica: facciata sana, si conserva; facciata lesionata, si taglia e si ripara prima di lasciarla ricrescere.












