Patate dolci gratis: smettila di comprarle e inizia a coltivarle
I prezzi degli ortaggi continuano a salire, eppure la patata dolce rimane protagonista indiscussa delle nostre tavole. Che sia in versione fritta, in purè o arrostita al forno, conquista ogni tipo di piatto, da quelli più salutari fino ai comfort food invernali. Con circa 100-110 kcal per 100 grammi e un buon contenuto di fibre, è il tubero perfetto: soddisfacente e goloso allo stesso tempo.
Un giardiniere britannico di nome Simon Akeroyd ha lanciato un messaggio che sta facendo molto rumore: smettete di acquistarle sistematicamente al supermercato. La sua tecnica, diventata virale, è sorprendentemente semplice. Basta compiere un'unica operazione nel mese di marzo, usando una patata dolce già acquistata, per avviare una produzione casalinga in grado di azzerare le spese future al reparto verdure.
Perché non ha più senso acquistare patate dolci al negozio
La patata dolce, conosciuta scientificamente come Ipomoea batatas, è ormai un ingrediente fisso in cucina. Ricca di vitamine e fibre, con circa 109 kcal per 100 g, si presta perfettamente a preparazioni bilanciate e nutrienti. Ma quando si comincia a cucinarla con regolarità, il costo diventa significativo, soprattutto trattandosi spesso di tuberi importati.
La buona notizia è che questa pianta amante del calore si adatta benissimo alla coltivazione domestica, persino in vaso su un balcone. Simon Akeroyd dimostra che bastano una o due patate dolci da supermercato per produrre nuovi esemplari da coltivare. Secondo il suo metodo, in circa tre mesi i tuberi cresciuti in casa sono pronti per essere raccolti e utilizzati esattamente come quelli comprati. L'obiettivo è trasformare un acquisto occasionale in una fonte continua e gratuita di ortaggi.
Il compito di marzo: far germogliare le patate dolci acquistate
Il cuore di questa tecnica richiede non più di dieci minuti. Servono una vaschetta di plastica con fori sul fondo — come quelle dei frutti di bosco — e del terriccio o compost possibilmente senza torba. Si riempie la vaschetta, si inumidisce leggermente il substrato e si adagiano sopra una o due patate dolci, semplicemente appoggiate oppure parzialmente interrate. La vaschetta va poi posizionata su un davanzale ben illuminato: marzo è il momento ideale, poiché la luce aumenta e le temperature interne cominciano a risalire.
Nel giro di qualche settimana, i tuberi si riempiono di piccoli germogli chiamati slips. Quando raggiungono i sei-otto centimetri, si staccano delicatamente dalla patata e si immergono in vasetti d'acqua per favorire la comparsa delle radici. Una volta ben radicati, questi talee vengono trasferiti in vasi pieni di terriccio. La tecnica di Akeroyd ha convinto moltissimi appassionati: qualcuno ha commentato entusiasta "Adoro i tuoi video, lo proverò!", mentre un altro ha scritto "Ho già piantato le patate dolci".
Dalla germogliazione al raccolto: chili di patate dolci senza spendere nulla
Le giovani piantine ottenute dagli slips rimangono al riparo in casa fino alla fine delle gelate. Quando il terreno raggiunge circa 18 °C, si possono trapiantare in piena terra o in grandi contenitori, una pianta per vaso capiente, usando un substrato leggero e ben drenato. Una posizione in pieno sole, annaffiature regolari all'inizio e poi più moderate: questo è tutto ciò che serve per far partire la vegetazione. Secondo le guide di giardinaggio, il raccolto avviene tra i 90 e i 120 giorni dal trapianto, verso la fine dell'estate o i primi mesi autunnali.
Le rese stimate dagli esperti si aggirano tra 1 e 3 kg di tuberi per pianta ben coltivata. Considerando che una singola patata dolce è in grado di produrre una decina di slips, si può facilmente ottenere una produzione complessiva di diversi chili, talvolta superiore alla decina nella stessa stagione. Ogni autunno basterà mettere da parte i tuberi più belli per ripetere il processo sul davanzale il marzo successivo. E così, dopo aver dedicato qualche minuto a questo piccolo gesto primaverile, ci si ritrova a preparare patate dolci arrosto o in purè senza essere tornati al reparto verdure da mesi.












