Gufi in Francia: il bilancio 2025 tra speranza e fragilità
Un tempo, il gufo aveva una pessima reputazione. Veniva inchiodato alle porte dei fienili per proteggere il bestiame dagli incendi e dal malocchio. Oggi, questi rapaci notturni godono di una tutela rigorosa. Una recente iniziativa locale si è persino distinta nell'ambito di un programma dedicato alla salvaguardia di questi straordinari uccelli.
Stando ai dati della ricerca nazionale della Lega per la Protezione degli Uccelli (LPO), pubblicata nel febbraio 2025, la situazione appare decisamente variegata. L'allocco comune rimane il rapace notturno più diffuso, con circa 260.000 coppie nidificanti, ma il deterioramento degli habitat naturali mette a rischio l'intera biodiversità notturna.
I dati raccolti fino al 2024 registrano 101.000 coppie di civette comuni e 87.000 coppie di barbagianni. Le specie di montagna, come la civetta di Tengmalm, risultano invece molto rare: tra i 1.000 e i 3.000 esemplari censiti, il che rende la loro protezione assolutamente prioritaria.
Una bella iniziativa per proteggere i gufi
In un piccolo comune rurale del Cotentin, Saint-Nicolas-de-Pierrepont per la precisione, il progetto «Un gufo, un villaggio» — vincitore del Loto della Biodiversità 2024 — agisce concretamente per preservare i rapaci notturni locali. Il programma riguarda il barbagianni e la civetta comune. Tra il 2025 e il 2027, il comune prevede l'installazione di sette cassette nido, in particolare all'interno della chiesa locale. L'obiettivo è compensare la progressiva scomparsa dei vecchi edifici e degli alberi cavi, che rappresentano i loro rifugi naturali.
Gli esperti della LPO supportano questa iniziativa sensibilizzando i residenti sul ruolo ecologico fondamentale di questi uccelli, preziosi per l'equilibrio delle colture agricole. In media, un singolo gufo è in grado di catturare fino a 3.000 roditori all'anno, tra cui ratti, topi selvatici e arvicole. Oltre alle cassette nido, il programma punta anche a ridurre l'uso dei pesticidi e a limitare le collisioni stradali, considerate tra le principali cause del declino di queste specie protette.
Come installare una cassetta nido per gufi
Installare una cassetta nido per gufi è alla portata di tutti. Se desiderate contribuire attivamente alla loro protezione, è bene seguire alcune indicazioni pratiche. Per il barbagianni, si consiglia un grande contenitore orizzontale di circa 80 cm di lunghezza, dotato di un'ampia apertura rettangolare. Va posizionato in quota, all'interno di un edificio aperto o di un campanile, riparato dalle correnti d'aria e dai predatori.
La civetta comune, al contrario, predilige un modello tubolare allungato che imita un ramo cavo di melo. È fondamentale utilizzare legno non trattato, come il larice, per garantire la tenuta all'acqua senza ricorrere a sostanze tossiche. Secondo le raccomandazioni della LPO, questo rifugio va posizionato su un ramo orizzontale per offrire la massima sicurezza. Un piccolo gesto capace di fare una grande differenza per questi affascinanti uccelli della notte.












