Perché il momento giusto per diserbare fa tutta la differenza
Erbacce che spuntano tra le lastre del pavimento, ai piedi delle rose o nell'orto: è lo scenario classico di inizio stagione. La maggior parte dei giardinieri ricorre ancora allo spray diserbante per ritrovare un terreno pulito in pochi minuti. Eppure il celebre esperto di giardinaggio Alan Titchmarsh sostiene che esiste un momento molto più intelligente per intervenire, senza ricorrere ad alcun prodotto chimico.
In un recente video, questa vera e propria star del verde spiega di seguire la stessa routine di diserbo manuale da quarant'anni, armato solo di pochi attrezzi essenziali e di un senso affinato del momento giusto. La promessa è concreta: meno fatica, terreno più sano e nessuna dipendenza dagli erbicidi. Tutto, però, parte dalla scelta del momento ottimale per agire, e non si tratta di una coincidenza casuale.
Quando intervenire secondo Alan Titchmarsh
Titchmarsh è categorico sulla sua filosofia: "Il momento migliore per tenerle sotto controllo è adesso. Non amo usare diserbanti. Sono un giardiniere biologico e lo sono da quarant'anni. Qualsiasi erbicida chimico è fuori discussione." Dietro questa posizione netta c'è soprattutto la consapevolezza che pochi giorni scelti bene possono evitare mesi di lavoro ingrato.
Per l'esperto, il momento chiave arriva quando i germogli giovani iniziano a invadere bordure e vialetti mentre il terreno è ancora ben umido, dopo una pioggia o un'annaffiatura abbondante. "Adesso è un momento eccellente per dedicarci al diserbo. Le erbacce sono giovani, il suolo è umido, quindi le radici usciranno molto più facilmente", spiega. Intervenendo in questa fase si riescono a strappare le radici quasi per intero con un solo gesto, impedendo soprattutto alle annuali di andare a seme.
Il metodo manuale che pratica da 40 anni
Invece di spruzzare, Titchmarsh punta sul gesto preciso: conficca la vanga intorno all'erba infestante, solleva la zolla e tira il fogliame solo quando le radici sono ben liberate. Alcune specie particolarmente radicate richiedono di lavorare tutto intorno al piede per recuperare la maggior quantità possibile di radici. Ricorda inoltre che "più radici riesci a esporre al sole, più in fretta moriranno", riferendosi alle piccole erbe tagliate con la zappa.
Per farlo nel modo giusto, tiene sempre a portata di mano pochi attrezzi indispensabili: una vanga, un forcone stretto, una zappa olandese e un coltello da terrazza. Tiene d'occhio in particolare le vivaci infestanti come il vilucchio, "che all'improvviso compare arrampicandosi su piante alte come il delphinium", oppure l'egopodio dalle radici spesse e difficili da eliminare. Sulle pavimentazioni, raschia persino tra le lastre con il coltello e ammette senza imbarazzo: "So bene che sembra molto lavoro, ma questo è quello che chiamiamo fare giardinaggio."
La pacciamatura: l'alleata vincente contro le erbacce
Una volta ripulito il terreno, Titchmarsh ricopre aiuole e bordure con uno strato di pacciame organico — corteccia tritata o compost — di circa 4-5 centimetri di spessore. Secondo lui, "le piante vengono valorizzate dalla pacciamatura. Le erbacce vengono contenute. L'umidità viene conservata. Tripla vittoria!"
L'ultimo tassello del suo metodo riguarda vasi e contenitori. Il consiglio è di disserbarli in inverno, quando la terra è ancora umida. Una semplice pulizia seguita da un po' di pacciame impedisce alle erbacce minuscole di sottrarre acqua alle piante già installate.












