4 piante da non mettere mai in un vaso di terracotta, secondo gli esperti

Un materiale affascinante ma non adatto a tutte le piante

Lo si trova ovunque: sui balconi, sui davanzali e nei salotti luminosi. Il vaso di terracotta, con il suo fascino rustico e il suo calore visivo, sembra la scelta perfetta per qualsiasi pianta. Eppure, diversi esperti di giardinaggio avvertono che alcune specie possono davvero soffrire in questo tipo di contenitore. Ecco quali piante richiedono particolare attenzione.

Le piante che amano l'umidità costante

Le felci hanno bisogno di un terreno sempre fresco e umido. Il problema è che il vaso di terracotta si comporta come una spugna. Madeline Hooper, creatrice e conduttrice di GardenFit Productions, lo spiega chiaramente: «Questi vasi sono realizzati con un materiale poroso che lascia passare acqua e aria. Questo processo di evaporazione asciuga il substrato molto rapidamente».

In altre parole, anche annaffiando con regolarità, l'acqua evapora molto più in fretta rispetto ad altri contenitori. Paul Thompson, formatore appassionato di piante, sottolinea che una felce può deteriorarsi rapidamente se non si è pronti ad annaffiarla spesso o a collocarla in un ambiente particolarmente umido. Lo stesso vale per le giovani piantine in fase di germogliamento.

Un discorso analogo riguarda la Dionaea muscipula, la celebre pianta carnivora dai bordi dentellati. Anche lei predilige un suolo costantemente umido. Secondo Paul Thompson: «Poiché la terracotta è porosa, l'argilla può assorbire sali potenzialmente nocivi che si accumulano nel terreno e danneggiano la pianta». Per queste specie delicate, un vaso in ceramica smaltata risulta generalmente molto più indicato.

Spathiphyllum e conifere sempreverdi: attenzione alle condizioni

Gli spathiphyllum, noti anche come fiori della pace, riescono a sopravvivere in un vaso di terracotta, ma a un costo preciso: annaffiature più frequenti e costanti. Paul Thompson aggiunge: «Il vantaggio dello spathiphyllum è che ti avvisa quando ha sete», inclinandosi visibilmente quando manca di acqua. Per ridurre questo stress idrico ripetuto, gli esperti consigliano di preferire un vaso in ceramica.

All'esterno, invece, il rischio è diverso. Le conifere sempreverdi coltivate tutto l'anno in vaso possono soffrire se la terracotta non è resistente al gelo. Justin Hancock, orticoltore presso Costa Farms, evidenzia che alcuni modelli si screpolano durante l'inverno. Drew English, responsabile delle dalie presso High Hampton, precisa: «La terracotta di Impruneta, in Toscana, offre una resistenza alle variazioni di temperatura nettamente superiore rispetto ai modelli americani o messicani meno costosi». Tutto dipende quindi dalla qualità del contenitore e dal clima locale.

Come capire se la tua pianta ha bisogno di un nuovo vaso?

A volte il problema non riguarda solo il materiale del vaso, ma anche la mancanza di spazio. Secondo Allison Futeral, proprietaria di un negozio specializzato in piante rare, certi segnali sono inequivocabili. «Un segnale evidente è la comparsa di radici che fuoriescono dal foro di drenaggio», spiega. Se la pianta rimane avvizzita anche dopo l'annaffiatura, il problema potrebbe derivare anche da un substrato insufficiente o esaurito. «Può anche capitare che l'acqua scorra correttamente, ma la pianta sembri avere comunque sete», aggiunge.

In questo caso, è preferibile procedere con un rinvaso durante un periodo caldo, quando la pianta è in piena fase di crescita. Per chi desidera evitare la terracotta, Allison raccomanda vasi smaltati all'esterno e in argilla grezza all'interno, così da favorire la circolazione dell'aria limitando al tempo stesso l'essiccamento. «Quando un vaso è completamente smaltato, l'aria circola poco. Questo è perfetto per le felci e le piante amanti dell'umidità», precisa.

Al contrario, le piante che gradiscono asciugarsi tra un'annaffiatura e l'altra trovano nel vaso di terracotta il loro ambiente ideale. È il caso di cactus, piante grasse, hoya, beaucarnea, peperomia e pothos.

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