Un piccolo riccio nella notte d'inverno: cosa fare davvero?
Una sera di dicembre, un riccio compare sotto il fascio di luce di una lampada da giardino. Lo si prende, lo si nutre, lo si porta al caldo in casa, oppure lo si lascia andare nel freddo della notte? È una domanda che si pongono in tanti, tra giardinieri e semplici passanti.
Questo piccolo mammifero dai caratteristici aculei è un alleato prezioso contro lumache e insetti. Eppure le sue popolazioni sono in calo in tutta Europa e in Francia. Classificato come "quasi minacciato" dall'UICN e tutelato dalla legge francese come specie protetta, merita un aiuto appropriato. Il punto cruciale è proprio questo: sapere come aiutare un riccio in inverno senza disturbarlo né violare le norme vigenti.
Capire il letargo del riccio per poterlo aiutare meglio
Il riccio europeo entra in uno stato di dormienza generalmente da novembre a marzo. Il freddo, le giornate più brevi e la scarsità di prede innescano un letargo molto profondo: la sua temperatura corporea scende a pochi gradi sopra lo zero, il battito cardiaco può calare da circa 190 a una ventina di pulsazioni al minuto.
Prima dell'inverno, il riccio può arrivare a pesare fino a 1,5 kg, per poi scendere intorno ai 500 g in primavera, avendo consumato le proprie riserve di grasso. I valori di 500 o 600 g spesso citati come "peso minimo" restano tuttavia oggetto di dibattito: diversi naturalisti ricordano che nessuno studio fissa una soglia univoca e che la sopravvivenza dipende soprattutto dallo stato generale dell'animale, dalle sue riserve e dal clima locale.
In Francia, dal decreto del 23 aprile 2007, è vietato catturare, trasportare, tenere in casa o disturbare intenzionalmente un riccio e il suo nido. Aiutarlo significa dunque adattare il proprio giardino, non adottarlo.
Un giardino invernale accogliente: rifugi, cibo naturale e sicurezza
Il gesto più utile è offrire dei rifugi. Lasciare cumuli di foglie, rami o legna, un angolo di compost e una siepe un po' selvatica permette al riccio di costruire il proprio nido in autonomia. Si può aggiungere una casetta per ricci in legno non trattato, leggermente rialzata da terra, con un'apertura a corridoio di 13-15 cm, posizionata in un angolo tranquillo e riparato dal vento, coperta di foglie o pacciame.
Un giardino davvero "amico dei ricci" elimina pesticidi, lumachicidi chimici e rodenticidi, che li avvelenano indirettamente. È fondamentale mettere in sicurezza laghetti e piscine con una tavola o una rampa d'uscita, coprire buche e pozzetti, e lasciare passaggi di 13-15 cm sotto le recinzioni per collegare i giardini tra loro.
Prima di tagliare l'erba vicino a una siepe, spostare un mucchio di legna o bruciare residui vegetali, uno sguardo attento o un leggero movimento con un bastone può evitare conseguenze tragiche per l'animale.
Cosa fare se si trova un riccio in inverno?
La prima domanda da porsi riguarda il momento della giornata. Un riccio avvistato di notte, ben robusto e che si muove normalmente, in linea di massima non ha bisogno di aiuto. Se invece viene trovato in pieno giorno, oppure barcolla, resta immobile, appare molto magro o è coperto di mosche, potrebbe essere in difficoltà. Un animale attivo per più notti di fila nel pieno dell'inverno, con temperature rigide, merita anch'esso particolare attenzione.
In questi casi, indossare dei guanti e sistemare l'animale in una scatola di cartone forata con un panno, in un luogo tranquillo, lontano da bambini e cani. Se è freddo e privo di energia, offrirgli un calore delicato — ad esempio una borsa dell'acqua calda avvolta in un panno — e dell'acqua fresca. Mai latte né pane; al limite qualche croccantino per gatti o cuccioli.
Dopodiché, contattare al più presto un centro di recupero per fauna selvatica o un veterinario: sono le uniche figure abilitate a decidere se e come gestire una presa in carico prolungata. Tenere un riccio in casa per tutto l'inverno senza questa consulenza è rischioso per l'animale e contrario alla legge.












