Fico: l’operazione da fare tra novembre e marzo per moltiplicarlo all’infinito senza comprare nemmeno una piantina in vivaio

Un albero generoso che si riproduce con facilità

Nei giardini di tutta Italia, il fico cattura l'attenzione grazie al suo fogliame scenografico e ai frutti dolcissimi. Dopo essersi ben radicato, questo albero mostra una resistenza davvero straordinaria. Quello che in pochi sanno è che da un unico esemplare si può creare un vero e proprio frutteto familiare.

Gli esperti di frutticoltura hanno da tempo classificato il fico tra le specie più semplici da riprodurre. Sfruttando i mesi di riposo vegetativo, da novembre a marzo, diventa possibile duplicare il proprio albero preferito direttamente a casa. Una tecnica di moltiplicazione, eseguita al riparo dal gelo, consente di ottenere numerose piantine vigorose in poche settimane. Un ottimo motivo per osservare i rami del proprio fico con occhi nuovi.

Riprodurre il fico per rami: il metodo che moltiplica i raccolti

Decidere di moltiplicare un fico per talea invece di seminarlo cambia completamente le prospettive del giardiniere. Questa tecnica produce piante geneticamente identiche all'albero madre, con gli stessi fichi gustosi e la medesima resistenza climatica. Il vantaggio economico è evidente: basta un singolo ramo. Nel giro di qualche mese, si ottiene un giovane albero pronto per il trapianto in giardino o per la coltivazione in vaso.

C'è un altro beneficio importante: questa tecnica permette di riprodurre esclusivamente gli esemplari migliori. Un albero particolarmente produttivo o perfettamente adattato al terreno di famiglia può essere duplicato senza limiti. Il procedimento che vi presentiamo è alla portata anche di chi è alle prime armi, senza richiedere attrezzature sofisticate. Si pratica in ambiente protetto, lontano dalle gelate, e riduce quasi a zero gli insuccessi tipici della moltiplicazione tradizionale in vaso.

La tecnica del fascio per moltiplicare il vostro fico

Il primo passo è scegliere il periodo giusto. Da novembre a marzo, quando il fico è in fase di riposo, si prelevano rametti dell'anno, dritti e vigorosi. Le dimensioni ideali sono circa 20-30 cm di lunghezza e 1-2 cm di diametro. La base va tagliata obliquamente appena sotto un nodo, le foglie vanno eliminate, conservando solo alcune gemme nella parte superiore. Per la moltiplicazione a fascio, basta poi procedere con questi passaggi:

  • Raccogliete 5-6 talee formando un fascio compatto.
  • Avvolgete la base del fascio con sfagno inumidito.
  • Ricoprite il tutto con pellicola trasparente leggermente forata.
  • Sistemate il fascio in un posto luminoso, senza raggi solari diretti, a una temperatura tra 20 e 25°C.

Questo microambiente protetto garantisce un clima caldo e molto umido, perfetto per stimolare la formazione radicale rapida. Dopo 4-6 settimane, è sufficiente aprire la pellicola per controllare: quando le radici raggiungono 2-3 cm, ogni talea viene invasata singolarmente in una miscela di terriccio e sabbia. Il substrato va mantenuto leggermente umido, mai fradicio, per prevenire marciumi.

Mettere a dimora le giovani piante e scegliere le varietà più produttive

Una volta che i giovani fichi hanno sviluppato un buon apparato radicale, vanno gradualmente abituati all'ambiente esterno. In primavera, si portano i vasi all'aperto alcune ore al giorno per circa due settimane. Arriva quindi il momento della messa a dimora definitiva, in una posizione soleggiata e riparata dal vento. Le buche devono misurare circa 50 x 50 cm, arricchite con compost sul fondo, mantenendo una distanza di 3-4 metri tra un esemplare e l'altro.

Per sfruttare al meglio questa collezione di giovani alberi, conviene selezionare varietà naturalmente generose. Brown Turkey, Madeleine des deux saisons, Noire de Caromb, Goutte d'or o Violette de Sollies garantiscono raccolti abbondanti. Annaffiature regolari nei primi anni, una pacciamatura adeguata e potature leggere sono sufficienti per vedere questi fichi, tutti nati da talea, riempirsi di frutti.

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